Site icon Telepress

Agroalimentare italiano, +46% di risorse pubbliche in tre anni

dan-meyers-agricoltura-unsplash

dan-meyers-agricoltura-unsplash

L’agricoltura italiana può contare su un sostegno pubblico in forte crescita. Nel triennio 2023-2025 le risorse pubbliche destinate al settore agroalimentare sono aumentate del 46% rispetto ai tre anni precedenti, raggiungendo 16,8 miliardi di euro, ai quali si aggiunge una quota strutturale di 38,5 miliardi. È quanto emerge dal primo Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari realizzato da Teha Group e presentato in occasione della decima edizione del Forum Food&Beverage di Bormio.

Lo studio analizza l’impatto economico delle politiche pubbliche a sostegno dell’agroalimentare e stima che gli investimenti messi in campo possano generare circa 87 miliardi di euro di valore aggiunto diretto per il settore e ricadute complessive sul sistema economico italiano pari a 246 miliardi di euro nel medio-lungo periodo. Di questi, 67,8 miliardi sarebbero destinati a emergere già nei prossimi tre anni, mentre altri 178 miliardi deriverebbero nel tempo da aumento della competitività delle imprese, crescita dell’occupazione qualificata e maggiore capacità di presidiare i mercati internazionali.

Secondo l’Osservatorio, il ritmo degli investimenti pubblici segna una discontinuità rispetto al passato. Tra il 2010 e il 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura era infatti rimasto sostanzialmente stabile, con una media annua di 12,4 miliardi di euro. Il nuovo ciclo di investimenti comprende anche il rafforzamento delle risorse del Pnrr dedicate al comparto agricolo.

Il peso dell’agroalimentare nell’economia nazionale continua intanto a crescere. I dati richiamati durante il Forum indicano che nel 2024 il comparto ha raggiunto un fatturato di 269,9 miliardi di euro, di cui 193 miliardi generati dall’industria alimentare e delle bevande e 76 miliardi dal settore agricolo. L’incidenza sul Pil italiano ha così toccato il 4,2%, il livello più elevato degli ultimi vent’anni.

A confermare il rafforzamento del sostegno pubblico arrivano anche i numeri del secondo Annual Report di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Nel 2025 l’ente ha erogato oltre 10 miliardi di euro agli agricoltori italiani, con un incremento del 24,8% rispetto al 2024. Dal 2023 le risorse complessivamente immesse nel sistema primario superano i 15 miliardi di euro.

La crescita ha interessato tutte le principali linee di finanziamento: oltre 5,1 miliardi di euro per lo sviluppo rurale, in aumento del 35,2%; 4,4 miliardi di aiuti diretti (+10,8%); 182 milioni destinati agli aiuti agli indigenti (+63,4%) e 241 milioni di aiuti nazionali (+141%). Agea segnala inoltre di aver utilizzato oltre il 99% delle risorse europee disponibili per lo Sviluppo rurale 2014-2022, evitando il disimpegno automatico dei fondi.

Tra le priorità indicate dall’Agenzia figurano il ricambio generazionale, con 73 milioni di euro erogati ai giovani agricoltori tra il 2023 e il 2025, e il recupero dei circa 4 milioni di ettari di terreni oggi incolti ma potenzialmente ammissibili ai finanziamenti europei. L’obiettivo è riportare la superficie coltivata nazionale oltre i 13 milioni di ettari, rispetto ai circa 9 milioni attuali.

Pur fotografando aspetti diversi, i dati di Teha Group e Agea convergono su un punto: il rafforzamento delle politiche pubbliche a favore dell’agroalimentare viene considerato uno degli strumenti su cui costruire la competitività futura di un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana.

Exit mobile version