(The Guardian) In Iraq si annunciano le elezioni che dovrebbero rilanciare la vita democratica del paese e subito dopo una serie di attentati insanguina le strade della capitale. Il timore che dietro gli ordigni che hanno causato 127 morti ci sia la mano del terrorismo islamico internazionale è confermato dai giornali più importanti: “Al Qaeda si assume la responsabilità per le bombe di Baghdad” titola The Guardian. “Baghdad è in lutto” recita El Paìs, ma basta leggere El Mundo per rendersi conto che questa non è che “Un’altra giornata di violenza in Iraq”, per cui a poco servono le reprimende delle Nazioni Unite (“Attentati a Baghdad: condanna dell’Onu”, titola Le Figaro). La violenza degli attentati ha fatto una (non)vittima illustre, come spiega The Times: “Il capo della sicurezza di Baghdad licenziato che che le bombe hanno ucciso 127 persone” La situazione, nel deserto una volta territorio di Saddam Hussein, è sempre più precaria ed è evidente l’impossibilità di avere il controllo su un paese fratturato al suo interno, dilaniato da anni di embargo e da due conflitti, oltre che dalla politica scellerata del defunto raìs. La missione promossa dagli Usa sembra sempre più un fallimento reiterato che lascia quesiti e dubbi privi di risposte. Come si legge in un editoriale di The New York Times: “Nuove bombe, stesse domande”
Al Qaeda si assume la responsabilità per le bombe di Baghdad

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