Le campagne elettorali dei candidati all’Eliseo si trasferiscono sul web, ma il mezzo decisivo è ancora della tv. Le prossime presidenziali francesi (primo turno 22 aprile, secondo turno 6 maggio) si giocheranno anche sul web. E’ un vero cambiamento epocale per il paese: nel 2002 lo scontro fra l’attuale presidente Jacques Chirac e lo sfidante Jean Marie Le Pen si era consumato sui mezzi più tradizionali come tv e stampa. Fra i primi a cogliere i segni del cambiamento è stata l’emittente televisiva France 2 che ha siglato un accordo con Google. La tv ha creato sulla sezione Video del motore di ricerca uno spazio dedicato alle elezioni presidenziali. Su Google Video ci saranno sia immagini fornite da France 2 sia contenuti generati dagli utenti che potranno, eventualmente, essere utilizzati anche dall’emittente televisiva. L’obiettivo, spiega France 2 in una nota, è di diventare “il luogo più attivo per il dibattito pubblico”. La mossa di France 2 dà nuovo spazio al giornalismo dal basso, il cosiddetto ‘citizens journalism’. E’ facile prevedere che anche le altre emittenti sgomiteranno per avere un posto al sole della rete. Vera protagonista del web è Ségolène Royal. La candidata socialista aveva un suo sito – Désirs d’avenir – quando ancora era una candidata in pectore: utilizzava il web per ricevere opinioni, consigli, suggerimenti e informazioni dai francesi. Proprio grazie al web, però, sono emersi anche materiali video che avrebbero potuto danneggiare la sua immagine. Désirs d’avenir è ora una piazza virtuale estremamente attiva con oltre 80 video, spazio per i ‘dibattiti partecipativi’ che coinvolgono gli internauti e i comitati di sostegno per Ségolène. L’obiettivo è “mettere i francesi nel cuore del progetto socialista” perché “non bisogna avere paura delle idee nuove. Per agire nel modo giusto bisogna ascoltare. Dibattere per costruire, insieme, le riforme che faremo domani” spiega la candidata socialista. Online sono presenti più di cinquanta dibattiti e 50.000 persone hanno scritto 100.000 contributi. Affidarsi ai nuovi media vuol dire anche utilizzare i blog e sul sito di Ségolène Royal la presenza di questo mezzo è forte. E Ségolène Royal ha fatto la sua comparsa anche su Second Life , anche se non direttamente. Uno dei suoi comitati di sostegno ha infatti creato un ufficio di Désirs d’Avenirs all’interno del mondo virtuale. Su Second Life esiste anche un ufficio a sostegno della candidatura di Le Pen. Per il momento lo sfidante Sarkozy non spende alcun linden dollar, la moneta di Second Life, per avviare una campagna virtuale. Nicolas Sarkozy ha lanciato il suo sito ufficiale da pochi giorni, cioè dall’investitura a candidato dell’Umd. Un orologio segna quanti giorni, ore e secondi mancano al giorno delle elezioni. Il sito appare molto più istituzionale di quello della sua sfidante, ma anche qui c’è spazio per le domande (niente dibattito partecipativo in questo caso…) che riceveranno “presto” una risposta da parte di Sarkozy o del suo portavoce. Intanto per scoprire ogni segreto delle presidenziali più mediatiche della storia francese è nato un sito . La campagna coinvolge ovviamente anche gli altri mezzi, ma i cittadini francesi non sono soddisfatti di come i media del paese stanno affrontando la questione. Da un sondaggio del Conseil Supérieur de l’Audiovisuel (Csa), l’authority delle comunicazioni francese, emerge che l’82% dei francesi è convinto che i media diano molto più spazio a Sarkozy e Royal che agli altri candidati. Solo il 16% pensa che la copertura sia “equilibrata”. L’88% di chi considera la copertura mediatica non equilibrata pensa che questo “non sia normale”, l’11% lo giudica invece “normale perché al momento sono i candidati preferiti dai francesi”. Lo stesso Csa ha rilevato che alcune emittenti televisive sono afflitte da una “polarizzazione eccessiva che va a beneficio dei due candidati” e non danno spazio sufficiente agli altri politici che aspirano all’Eliseo. Il tempo dedicato alla campagna elettorale è in generale cresciuto del 75% rispetto al 2002. Tv e radio devono seguire una serie di raccomandazioni stabilite dal Csa e fondate sul principio di equità ma valutando la rappresentatività dei partiti. Un sondaggio di Ipsos rivela, però, che il 63% dei francesi terrà conto del dibattito finale televisivo fra i due sfidanti al ballottaggio per decidere a chi dare il proprio voto. Le prestazioni televisive dei candidati sono considerate “importanti” dal 57% degli intervistati e addirittura dal 68% di chi ha meno di 35 anni e dal 74% della fascia di età 18-24. • Simona Montella
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