LA TV Dà I NUMERI di Giorgio Bellocci Leggo sulle agenzie che c’è un po’ di maretta nella redazione di Sky Sport 24. Un’agitazione per solidarietà verso una collega cui non è stato rinnovato il contratto a termine. Spero nell’ordine: a) che tutto rientri, con i posti di lavoro tutelati; b) che la collega in oggetto non sia la bella, brava e discreta Sara Benci; c) che il fatto non rappresenti un malessere con epilogo annunciato in partenza… La nascita nello scorso agosto del primo canale all news sportivo, in sinergia con Sky Sport, andava salutata con entusiasmo anche per le opportunità di lavoro che esso offriva. Ma oggi, a distanza di qualche mese, siamo così certi che in un paese “invasato” di calcio questo canale possa reggere una programmazione giornaliera? Per intenderci: puoi provare a riproporre in replica ravvicinata una decina di volte il memorabile monologo di 7 minuti di Mourinho, cercando di dare differenti interpretazioni tutte le volte, ma difficilmente riesci a tenere inchiodato lo spettatore per più dei venti minuti del blocco che passa. Dove, correttamente, devi anche farci entrare lo sci di fondo, l’automobilismo, la pallavolo, ecc. Se poi si pensa che già Sky Tg 24 dedica ampi spazi al calcio… Spero che la mia sensazione sia sbagliata, e che in fase di bilancio Sky Sport comunichi dati significativi in termini di nuovi abbonati, attirati dal pacchetto sport anche per le all news. Più in generale la qualità del network di Murdoch è eccellente per le dirette degli avvenimenti sportivi. La copertura del basket è eccezionale, lo dico da fan che tutti i giorni riserva un pensiero a zio Rupert per aver dato una casa ai tanti appassionati della disciplina abbandonati dalla Rai e snobbati da Mediaset. Anni fa Carlo Freccero, quando era alla direzione di Raidue, disse che il basket era incompatibile con gli ascolti. Godendo di buona stampa egli non venne contraddetto. In pochi fecero notare che il test doveva essere fatto con più professionalità da parte della Rai e che l’affermazione un po’ contrastava con il dato di grande affluenza nei palazzetti. Sarebbe bello il basket in chiaro, ma come suggerisce Claudio Limardi, direttore di SuperBasket, bisogna pensare a cosa accadeva nel passato targato Rai: “Partite interrotte durante il supplementare, collegamenti tardivi, finali scudetto in differita… Oggi la serie A è un prodotto di altissima qualità televisiva grazie a Sky. E’ vero che andando in chiaro ci sarebbe la possibilità di rivolgersi a un pubblico ampio, anche di non appassionati teoricamente convertibili al basket. Si tratta di fare una scelta, sempre ammesso che la Rai ad esempio sia interessata al campionato non per il canale satellitare o digitale, perché altrimenti non cambierebbe nulla, ma anche per i canali analogici…”
Alti, bassi e il super basket di skysport

Abstract futuristic world & technology business background and space for text, vector illustration
