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Amianto, al via la mappatura via satellite in Italia

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Arriva dallo spazio un nuovo strumento per affrontare uno dei problemi ambientali più persistenti in Italia: la presenza diffusa di amianto. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a un consorzio guidato da e-Geos – società del gruppo Leonardo partecipata anche dall’Agenzia Spaziale Italiana – un progetto per mappare e aggiornare la presenza di coperture in amianto su scala nazionale.

L’iniziativa si basa sull’utilizzo di immagini satellitari ad altissima risoluzione, integrate con algoritmi di intelligenza artificiale, per individuare dall’alto superfici che potrebbero contenere amianto. Le aree oggetto di analisi sono state individuate dalle amministrazioni regionali e comprendono edifici pubblici e privati, tra cui scuole, ospedali e siti industriali.

Il progetto coinvolge anche MapSat, Planetek Italia e l’Università di Cassino, con l’obiettivo di costruire una base informativa aggiornata a supporto delle politiche ambientali e della pianificazione degli interventi di bonifica.

Un supporto tecnologico al censimento

L’amianto è vietato in Italia dal 1992, ma resta purtroppo presente in molte strutture, in particolare nelle coperture edilizie. La mappatura nazionale, tuttavia, non è completa e presenta differenze significative tra i territori. Le tecnologie di osservazione della Terra consentono di analizzare rapidamente vaste aree, individuando materiali sospetti grazie alle caratteristiche con cui riflettono la luce. L’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale permette inoltre di elaborare grandi quantità di dati e migliorare la capacità di riconoscimento.

Va precisato, prima di pensare a soluzioni definitive, che le immagini satellitari rappresentano uno strumento di supporto: possono segnalare le coperture potenzialmente contenenti amianto, ma la conferma richiede verifiche dirette sul campo. Le informazioni raccolte serviranno alle autorità competenti per valutare anche lo stato di conservazione delle coperture e definire le priorità di intervento. Disporre di dati aggiornati e omogenei è infatti uno degli elementi chiave per rendere più efficace la programmazione delle bonifiche.

L’utilizzo combinato di satelliti e intelligenza artificiale si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione delle politiche ambientali, con l’obiettivo di rendere più rapida e precisa la gestione del territorio. Il progetto rappresenta quindi un passo in avanti nella conoscenza del fenomeno, con la prospettiva di migliorare la capacità di intervento su un tema che, a oltre trent’anni dal bando, resta ancora attuale.

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