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Anche il calcio è mobile

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Abbiamo provato a guardare le partite della serie A sui telefoni cellulari. Vi raccontiamo i pro e contro (per ora) della tv in mobilità Il calcio è sbarcato, in pianta stabile, anche sui cellulari. Le dirette delle partite e dei gol sul telefonino sono un’opportunità diversa e molto economica. La tv via satellite guida la classifica del media più caro seguita da digitale terrestre, tv via Adsl e digitale mobile (il Dvb-h) che si può guardare su dispositivi portatili (per ora, in stragrande maggioranza, il videofonino). Ma dopo una prima – doverosa – analisi economica bisogna considerare quanto è comodo guardare le partite in diretta sul cellulare. Si tratta di una situazione molto critica per una visione collettiva. Lo schermo del telefonino, pur con le dovute migliorie tecniche, rimane sempre un piccolo francobollo, che esalta la fruizione singola. Può essere l’ideale per chi è sempre in movimento o per chi, allo stadio, vuole rimanere in contatto con le novità dagli altri campi e non aspettare sera per vedere tutti i gol. C’è chi sostiene che la visione sul telefonino scarichi velocemente le batterie e che si corra il rischio di non riuscire a vedere tutta la partita. In questo caso i costruttori, in sintonia con gli operatori mobili, offrono ormai prodotti collaudati per la multimedialità e con una sola carica il cellulare rimane acceso per molte ore, almeno quelle che servono per i 90 minuti di gare e relativi gol dagli altri campi. Un problema più serio è quello della copertura del segnale, perché se il cellulare induce a una certa mobilità è pur sempre vero che gli operatori non coprono proprio capillarmente il territorio. Si potrebbe finire, così, nel bel mezzo di una zona d’ombra nel momento cruciale della partita. Inoltre, sono a disposizione tecnologie diverse per trasmettere le immagini (Umts e Dvb-h) e non tutti i modelli di telefonini e relative sim card sono abilitate alla ricezione. Non ci siamo posti il problema di quale partita guardare sul telefono cellulare. Lo abbiamo acceso, cercato nel menu la funzione tv e cercato il canale come si fa con il telecomando tutti i giorni a casa. I modelli in commercio sono facilissimi da usare. Abbiamo dovuto cambiare gli operatri a seconda di cosa volevamo guardare. L’offerta più completa è quella di Tim, seguita da 3 Italia e Vodafone. Anche a livello di costi si parte dai 10 euro mensili di Tim per arrivare ai 29 di 3 Italia. Per tutti, oltre alle dirette, c’è l’accesso a tanti canali tematici senza limiti di tempo. Per scaricare le videosintesi e i videogol a fine giornata si spazia da 0,28 euro (Tim) fino ai 0,60 di 3 Italia. La possibilità di guardare le partite e i gol sul cellulare, nei prossimi anni, è destinata a prendere piede. Le tribù nomadi di ragazzi sono sempre più a loro agio con dispositivi portatili (l’iPod su tutti). Per gli altri è solo questione di abitudine e disponibilità economica.   Da una ricerca sorpresa sugli utenti dei videofonini Chi vede la tv sui cellulari in Italia? Oltre alla redazione di B&V, la vedono il 3,2% degli italiani dotati di telefono cellulare, soprattutto al Sud, e non giovanissimi. Tutto il contrario di quanto si è portati a credere. Questi sono i risultati di una ricerca dell’osservatorio Nextplora. Nel 2008 gli Europei di calcio e le Olimpiadi potrebbero dare nuovo smalto alla tv mobile, come è successo per il suo debutto nel 2006 con i Mondiali di calcio. La Commissione Europea, inoltre, ha deciso che lo standard è il Dvb-h, lo stesso adottato da 3, Tim e Vodafone. La stessa Commissione stima che nel 2011 la tv mobile varrà tra i 7 e i 20 miliardi di euro, con 200-500 milioni di utenti al mondo. Gran parte della torta, però, sarà in Estremo Oriente, dove gli utenti già si contano a milioni, anche grazie al fatto che l’offerta di tv mobile è quasi gratuita. In Italia si lavora per migliorare l’offerta con canali di sport e cinema, le dirette di calcio e le news e per sfornare pacchetti flat per gli abbonati. • Marco Scurati

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