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Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 grazie ai suoi abitanti

Ancona

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Il 18 marzo 2026 a Ancona è stata proclamata Capitale italiana della Cultura 2028. La decisione è stata unanime. Il titolo torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro, che lo aveva ottenuto nel 2024. 

Ancona è una città di 100.000 abitanti affacciata sull’Adriatico, capoluogo delle Marche. È una città portuale discreta meno nota dei grandi capoluoghi italiani, storicamente crocevia tra Italia e Balcani, dotata di un centro storico ricco di stratificazioni romane, bizantine e medievali. 

La candidatura e il ruolo dei suoi abitanti 

Ancona si è aggiudica la candidatura di Capitale della Cultura grazie al coinvolgimento dei suoi abitanti. Infatti il Comune insieme a Regione Marche ha interpellato i cittadini in una survey. Oggetto dell’indagine una riflessione aperta sul rapporto con Ancona, sulle sue peculiarità, sui legami con il mare, sulla memoria collettiva e sui talenti nascosti.

“Abbiamo voluto partire dall’ascolto”, spiega l’assessore Marta Paraventi, “per costruire una candidatura che rispecchi davvero il carattere di Ancona e la sensibilità di chi la abita. I cittadini sono i primi interpreti del cambiamento culturale che vogliamo promuovere”.L’iniziativa ha prodotto numerose adesioni e sono arrivati sul tavolo del Comune più di un centinaio di progetti. 

Tra i temi emersi, il mare è quello più ricorrente. Nelle parole dei partecipanti appare come elemento identitario, memoria condivisa e risorsa da esplorare pienamente. L’identità della città è un altro tema centrale. Ancona viene descritta come autentica, riservata ma accogliente, operosa e discreta. Molti riconoscono nella morfologia e nella collocazione geografica un tratto distintivo che contribuisce a formare un senso di appartenenza.

Contemporaneamente l’Assessorato ha coordinato incontri con il sistema istituzionale e culturale cittadino, dall’Autorità di Sistema Portuale all’Arcidiocesi di Ancona-Osimo. Il lavoro combinato della survey e dei tavoli di lavoro ha portato al dossier il dossier ufficiale “Ancona. Questo Adesso” con oltre 80 progetti strategici. La giuria ha riconosciuto il progetto di Ancona “un modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, con un programma interdisciplinare indirizzato a un pubblico ampio e diversificato.”

La giuria ha sottolineato anche “l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto” e “il coinvolgimento attivo di enti territoriali e dei giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali”.

Le ricadute della nomina

Essere nominata Capitale italiana della Cultura non è solo un riconoscimento simbolico. Alla città vincitrice spetta un finanziamento di un milione di euro stanziato dal Ministero della Cultura per realizzare le iniziative previste nel dossier. Ma l’impatto reale va ben oltre quella cifra.

L’esperienza delle precedenti capitali italiane offre dati concreti. Matera, nominata Capitale europea della Cultura nel 2019, ha registrato un incremento di presenze turistiche superiore al 30% nell’anno del titolo. 

Sul piano sociale, il titolo accelera processi già in corso: rigenerazione di spazi urbani dismessi, attivazione di reti associative, coinvolgimento delle fasce giovanili. In questo caso già la candidatura stessa ha  avuto un impatto sociale con il coinvolgimento di tante realtà locali e un significativo contributo civico.

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