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AUDITEL PRONTA ALLA SVOLTA

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L’Agcom vara l’atto di indirizzo per riformare il sistema degli ascolti:apertura a satellite e digitale e campione più ampio le grosse novitàIl sistema di rilevazione degli ascolti televisivi cambia volto. Dopo diversi mesi di studio, l’Agcom ha varato l’atto d’indirizzo sull’Auditel, sistema giudicato inadeguato alle esigenze attuali del mercato. Le principali novità riguardano l’apertura degli assetti societari e del cda di Auditel a tutte le realtà, l’adeguamento del sistema di rilevazione degli ascolti a tutte le piattaforme, comprese quella satellitare e digitale finora escluse, e un campione di riferimento più rappresentativo. Walter Pancini, direttore generale di Auditel, afferma a caldo che la società “è già sulla buona strada: sta già facendo spontaneamente e in larga parte tutto quello che le linee di indirizzo suggeriscono”.L’Agcom afferma che “i soggetti realizzatori delle indagini sugli indici d’ascolto devono assicurare l’effettiva apertura alla propria compagine societaria” e “la rappresentatività nella composizione degli organi di gestione”. Attualmente la proprietà di Auditel è così composta: il 33% alle imprese di comunicazione (20% Upa, 11,5% Assap e 1,5% Unicom), 33% alla Rai, il 33% alle emittenti private (20,22% Rti, 6,45% Mediaset, 3,33% La7 e 3% Frt) e l’1% alla Fieg. Il cda è presieduto da Giulio Malgara e composto da 6 rappresentanti della Rai, 4 di Mediaset, 3 di Upa, 2 di Assap, 1 di La7 e 1 della Frt. Secondo i dettami dell’autorità, l’assetto societario di Auditel dovrà essere aperto anche ad altri soggetti, prime fra tutte le piattaforme satellitari Sitcom e Sky, ma anche agli operatori attivi nel digitale terrestre. Il comitato tecnico attualmente è composto da 15 membri nominati dal cda con il compito di garantire i controlli sul sistema e definire gli standard di qualità e le metodologie. L’Agcom punta alla sua indipendenza e “si riserva di inserire propri rappresentanti”. Pancini sottolinea che è “imminente l’ingresso di Sky, per il quale c’è già l’ok dei consiglieri di amministrazione, che a breve studieranno un allargamento della base societaria anche attraverso modifiche statutarie’’.Sul fronte della metodologia, la ricerca degli ascolti deve tener conto del processo di conversione al digitale e gli strumenti di rilevazione (i meter) devono poter operare su tutte le piattaforme. Il campione utilizzato deve rispecchiare più fedelmente possibile il tasso di penetrazione delle varie piattaforme anche attraverso un maggior grado di rotazione, che oggi è del 20% all’anno. Ciò significa che ci vogliono cinque anni per sostituire integralmente il campione di riferimento, composto da 5.100 famiglie, pari a 14 mila individui. “Abbiamo meter che sono un sistema di eccellenza e possiamo vantare il rapporto meter-popolazione più grande del mondo – spiega Pancini -. L’allargamento del campione? Si tratta di capire chi sia disposto a sostenere i costi di questa ricerca”.Per avere un sistema di certificazione adeguato alla popolazione e ai parametri di qualità, l’Agcom ha stipulato una convenzione con l’Istat, l’istituto che in questi mesi l’ha affiancata nell’indagine sull’Auditel. L’Istat definirà il modello di certificazione della qualità e della correttezza della ricerca, che dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno. La vigilanza sull’operato di Auditel spetta alla stessa autorità che ha stabilito che la società deve trasmettere entro sei mesi i dati relativi all’assetto societario. L’atto di indirizzo riguarda anche le rilevazioni radio e stampa.• Paola GiudiceandreaSITCOM E AUDITEL SI DANNO ANCORA BATTAGLIA IN TRIBUNALEContinua il testa a testa in tribunale tra Sitcom e Auditel. La società di rilevazione degli ascolti ha chiesto alla Corte d’appello di Milano di coinvolgere nel processo le 96 emittenti satellitari che ricevono da Auditel i dati in prova. Per Sitcom la richiesta di Auditel è un tentativo di protrarre il processo. Valter La Tona, presidente di Sitcom, aggiunge: “Stupisce la posizione dell’Antitrust che in merito alla denuncia da noi effettuata il 22 dicembre 2005 non ha ancora formalizzato una posizione”. Sitcom si era rivolta all’Antitrust per denunciare la posizione di Auditel e la distorsione del mercato provocata dalla pubblicazione di ascolti tv non rappresentativi della realtà

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