Un’auto abbandonata a Times Square, a Manhattan: al suo interno materiale esplosivo per un ordigno potenzialmente letale. L’attentato fallito lo scorso sabato a New York ha riportato in auge il pericolo terrorismo, fantasma senza volto che invoca ordine e suona l’allarme pubblico. “Pista legata al terrorismo islamico per la bomba di New York”, titola El Pais . L’attentatore è stato “catturato in soli due giorni”, come scrive El Mundo , e avrebbe “agito da solo”, secondo L’Express . La sicurezza torna a essere argomento principe di discussione negli Stati Uniti: “Le trame del terrorismo sono una priorità per Obama”, spiega The Financial Times . L’effetto mediatico del gesto folle è, come spesso accade, superiore a quello pratico. “Anti-terrorismo e stampa”, titola The Washington Post , che ricorda l’impossibilità del controllo totale e invita i mezzi d’informazione a un più rigoroso ruolo di reporter, evitando strepiti e derive da investigatori. “Avete paura del terrorismo?”, chiede The New York Times , solleticando, tra informazione e polemica, il conscio e il subconscio dei propri lettori. Difficile rispondere: quanto conta la percezione? Quanto la sensazione di vulnerabilità è indotta? Quanto reale?
Avete paura del terrorismo? (The New York Times)

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