La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Lo speciale di “Ballarò” dedicato alle vittime del terrorismo, trasmesso lo scorso 23 febbraio, ha ottenuto unanimi consensi di critica e ha fatto registrare oltre due milioni di telespettatori. In effetti si è trattato di un momento veramente speciale di televisione, eccezionalmente dedicato all’impegno civile e al ricordo di eventi che non devono essere cancellati dalla memoria condivisa. Giovanni Floris ha convocato per l’occasione un parterre di primo piano composto da figli di vittime del terrorismo (Mario Calabresi, Benedetta Tobagi, Marco Alessandrini), l’imprenditrice Luisa Todini, Giuliano Ferrara e il direttore di “Repubblica” Ezio Mauro. Inoltre la puntata è stata arricchita da passaggi tratti dallo spettacolo teatrale che ha visto Luca Zingaretti ed altri interpreti cimentarsi nella lettura del libro di Mario Calabresi (“Spingendo la notte più in là“ edito da Mondadori). Grande commozione, rabbia, ma anche ritratti affettuosi dei genitori sono i sentimenti che più hanno caratterizzato gli interventi dei figli delle vittime. Impossibile non provare empatia e solidarietà verso di loro. Detto questo non si può fare a meno di segnalare delle mancanze nello svolgimento del dibattito, alcune delle quali ascrivibili alle scelte redazionali di Floris, altre alle spontanee dichiarazioni degli ospiti. Calabresi e Alessandrini hanno citato Renato Curcio e Sergio D’Elia come ex terroristi che oggi godono di un’esagerata e sfacciata visibilità. Concordo in pieno sul profilo basso che i protagonisti negativi degli anni di piombo dovrebbero tenere, anche dopo aver saldato il debito con la giustizia. Ma se vengono evocati un personaggio refrattario a interviste quale Curcio e un politico oggi impegnato nel sociale come D’Elia, che si dovrebbe dire di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti? Almeno ricordare che molti esponenti politici (con Cossiga in testa) o giornalisti come Luca Telese continuano a offrire loro sponde di visibilità, portando avanti istanze di innocentismo per i due ex Nar condannati per la strage di Bologna. E l’ex Br Adriana Faranda? L’abbiamo vista su molte riviste patinate fotografata dal suo compagno Gerald Bruneau… Il vero convitato di pietra dello speciale è stato però Adriano Sofri. Comprensibile l’imbarazzo che avrebbe provato Floris: Giuliano Ferrara ha guidato la mobilitazione mediatica in favore di Sofri, condannato come mandante dell’omicidio Calabresi. Naturalmente il direttore del Foglio nel corso del dibattito ha invece biasimato i tanti intellettuali di sinistra che negli anni Settanta simpatizzavano per le Br. Non stimolare un confronto tra lui e Mario Calabresi sul caso Sofri è stata una grande occasione persa.
“Ballarò” e il convitato di pietra

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