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Barbareschi fotografa Torino con classe

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LA TV DA I NUMERI Di Giorgio Bellocci Se non fosse “iroso”, “permaloso”, “socialista passato a destra”, e chi più ne ha… Insomma se non fosse questo e molto altro, forse Luca Barbareschi sarebbe considerato uno dei migliori attori italiani. Oltre che una delle personalità più preparate e vivaci del nostro panorama artistico, in linea con la sua formazione. Un percorso, umano e professionale, caratterizzato da esperienze brutte, eccitanti, deludenti e vincenti. Le molestie sessuali subite nell’infanzia lo hanno portato prima a un coraggioso outing e poi al compimento dell’importante progetto di una fondazione che ha come scopo la tutela dei bambini vittime di pedofilia. Si può passare dai tristi studi Mediaset di Cologno Monzese (con la conduzione del trash-cult “C’eravamo tanti amati”) a David Mamet, Eric Bogosian e Costa-Gavras? Vale a dire dalle pressioni dei grigi dirigenti di Publitalia per i dati Auditel ai giganti del teatro e del cinema frequentati come attore. Lui lo ha fatto… E oggi? Dopo le elezioni del 2008 il Pdl lo ha nominato vice presidente della commissione Telecomunicazioni. E a proposito di bizzarrie Barbareschi si è ritrovato a confrontarsi per le note traversie del Fondo unico dello spettacolo anche con l’attuale ministro della Cultura. Immagino il suo sconforto! Il presente è soprattutto la terza serie della fiction noir “Nebbie e delitti” in onda su Raidue nella prima serata di venerdì. Giova ricordare che l’attore, a causa dell’impegno politico, ha ceduto a un blind trust la proprietà della Casanova Entertainment, co-produttrice della serie con Rai, e ha interpretato gratuitamente la sua parte abbattendo così il divieto per la tv di Stato di versare qualsiasi compenso ai politici. Calatosi ancora con entusiasmo e bravura nei panni del commissario Soneri, Barbareschi si è trovato catapultato in una Torino magnificamente ritratta dalla fotografia della produzione (la regia è di Giampaolo Tescari). Il passaggio dalle rarefatte atmosfere  di Ferrara a quelle sottilmente trasgressive della città sabauda è scandito pure dal cambio di partner (la sensuale Anna Valle, nel ruolo di un medico idealista, ha preso il posto di Natasha Stefanenko) e dall’insistenza su tematiche dedicate all’infanzia. Se il dramma della pedofilia è stato trattato in un episodio con intelligenza e senza demagogia, il sub-plot dedicato alla ribelle quattordicenne di cui Soneri vuole prendersi cura è un po’ debole. Ciononostante la visione di “Nebbie e delitti” è godibile e il versante giallo non delude mai. Esattamente come i romanzi di Valerio Varesi, ai quali la fiction si ispira liberamente.

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