La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci C’era Enrico Letta, reduce dal tiepido risultato personale delle primarie del Partito Democratico ma confortato dalle positive percentuali di risposta alla consultazione… Letta, con il suo garbo e con questa voglia di essere propositivo anche con l’opposizione. Comunque la si pensi una persona per bene. A “Porta a porta”, lunedì 15 ottobre, c’era dunque Enrico Letta che si proponeva ai suoi interlocutori con educazione e rispetto: di fianco a lui Gavino Angius, di fronte due esponenti dell’opposizione. Uno era Andrea Ronchi di Alleanza Nazionale, mandato da Gianfranco Fini a esprimere il parere del partito sulle primarie del PD. L’altro era colui che dopo la performance in oggetto è riuscito nell’ardua impresa di scavalcare in una ipotetica classifica tutti gli altri impresentabili del centrodestra (da Schifani a Calderoli, passando per Landolfi e Giovanardi, così per abbracciare tutti i partiti della coalizione). Quelli che nei talk televisivi vanno per ululare il loro sdegno senza far finire di parlare l’interlocutore e senza esprimere un concetto che non sia frutto di slogan e pregiudizio. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, lunedì è riuscito nell’impresa titanica di farmi rimpiangere la presenza di Giovanardi o della sopravvalutata Stefania Prestigiacomo, un’altra teppista da talk… Bonaiuti ha travolto Letta con fare a dir poco maleducato. Lasciamo perdere i concetti che, se compresi, possono anche mandare in estasi i pasdaran del centrodestra (ma avranno capito qualcosa?). Dovrebbe esserci uno stile di comunicazione soprattutto da parte di chi si picca di essere uno dei maestri della disciplina. Per intenderci: mi è capitato di vedere in altri programmi esponenti dell’opposizione esprimere il loro dissenso al governo o mettere in discussione le prerogative del PD usando toni urbani che si prestavano a un contraddittorio civile. Penso a Fini, Maroni e Casini. Bonaiuti ha un passato da giornalista che merita rispetto, ma oggi è solo un personaggio vicino ai poteri forti che gode di buona stampa. Non sorprende dunque che magazine di livello pubblichino pure le “veline” dove si descrivono le passioni del nostro (frivolezze tipo il ristorante preferito, la marca della cravatta, ecc.). Personalmente vorrei sempre vedere a “Porta a porta” dei politici, s’intende a parlare di argomenti seri e non di altro. Trovo che in determinati momenti il rotocalco di Vespa sia ben fatto e interessante. Quando però vedi passare da lì gente come Bonaiuti, il cui contributo è nocivo anche alla causa di un auspicabile centrodestra moderno, non puoi fare a meno di pensare ai favori che Vespa deve restituire (lui come altri) dopo anni di pubbliche relazioni.
Bonaiuti porta a Vespa scarso bon ton

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