Continua a complicarsi la vicenda di Dominique Strauss-Kahn, ex direttore del Fondo monetario internazionale arrestato a fine maggio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una cameriera newyorkese. L’avanzare delle indagini a mostrato lacune nella tesi dell’accusa, e pochi giorni fa Strauss-Kahn è stato rimesso in libertà “Caso Strauss-Kahn, accordo possibile”, titola ora The Times , non più così certo della colpevolezza del dirigente francese. “Il procuratore di New York prende le distanze dagli accusatori di stupro”, aggiunge Huffington Post . L’accusa, però, non ci sta e chiede nuovi accertamenti contro Strauss-Kahn: “L’avvocato della cameriera invoca un nuovo giudice”, scrive El Mundo . Il caso ha però una portata che va oltre gli aspetti penali, toccando la politica nazionale francese (Strauss-Kahn era considerato lo sfidante ideale a Sarkozy nelle prossime presidenziali francesi) e i rapporti tra Parigi e Washington D.C.. Lo sa L’Express , che in un editoriale si chiede “Chi ha più da perdere?”: l’immagine della giustizia statunitense potrebbe essere danneggiata da un giudizio affrettato. Quel che più sorprende, però, è “L’incredibile ritorno di Strauss-Kahn”, come titola Le Figaro , ora di nuovo abile e arruolato. Bogart, con una battuta ideale, direbbe: “E’ la stampa, bellezza”.
Caso Strauss-Kahn, accordo possibile (The Times)

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