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Che il dramma abbia inizio (The New York Times)

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Palla al centro: Brasile 2014, la 20esima edizione dei Mondiali di calcio, la più attesa degli ultimi decenni prende il via nella serata (italiana) del 12 giugno:  “Che il dramma abbia inizio” , titola The New York Times , alludendo alle contraddizioni legate alla manifestazione.  “Il Brasile in rivolta per la Coppa del Mondo” , dice un servizio di Cnn che racconta le proteste dei cittadini in molte città.  “Non ci sarà alcuna Coppa” , gli fa eco The Atlantic , secondo cui il malcontento popolare oscurerà la manifestazione.  “Lo sciopero blocca San Paolo più della febbre Mondiale” , si legge su The Guardian . Nbc prova a raccontare i Mondiali da dietro le quinte: “Sono i più costosi di sempre” , ma stando a  Huffington Post “le strutture incomplete e gli stadi poco sicuri sono una preoccupazione per tutti” .    Più diplomatica Abc , che propone una “Guida dalla A alla Z della Coppa del Mondo” . Il Los Angeles Times prova a riportare l’attenzione sullo sport: “Il Brasile apre contro la Croazia un Mondiale di grandi aspettative per tutta la nazione” . Ogni tifoso verdeore si fa la stessa domanda di Voice of America : “Riuscirà il Brasile a vincere il suo sesto titolo?” Difficile dirlo, certamente la squadra di casa è la super favorita. Forbes , invece, è più pregmatico: “Riuscirà il Mondiale brasiliano a ripagare gli investitori?” Nel 2014, un evento di questo genere non è mai solo sportivo. Il romanticismo è bandito.

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