Martedì 23 novembre, il mondo ha riscoperto alcuni dei fantasmi della Guerra Fredda: la Corea del Nord ha lanciato alcuni razzi sull’isola di Yeonpyeong, in territorio sudcoreano, causando almeno due morti e sedici feriti. Per la prima volta dal luglio 1953 è stato violato il patto di non belligeranza tra le due nazioni confinanti, nonché il limite simbolico del 38° parallelo. “Corsa alle armi nelle due Coree”, dice il titolo giustamente allarmista di Le Monde . I quotidiani del globo temono che lo scontro tra i due stati divampi, rialzando la tensione tra Cina, Russia e Stati Uniti, con l’Europa a fare da cuscinetto. Il sito di Al Jazeera racconta “Lo scontro tra le Coree”, mentre le Figaro spiega che “Pechino si rifiuta di condannare PyongYang” Linea differente per The Wall Street Journal , secondo cui “la Cina si oppone a qualsiasi operazione militare in Corea”. Secondo El Pais , però, “c’è ormai aria di guerra nella penisola coreana” e, come scrive The Guardian , “Seul rinforza la presenza militare sul confine dopo gli attacchi” Nel frattempo The New York Times riporta le dimissioni del ministro della Difesa sudcoreano. Sperando che i ribaltoni coinvolgano solo l’ambito politico.
Corsa alle armi nelle due Coree (Le Monde)

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