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Daniela Martani: una vita da film

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LA TV Dà I NUMERI di Giorgio Bellocci Ha ragione Massimo Giletti a definire un personaggio drammatico l’amica Daniela Martani, l’ex hostess dell’Alitalia balzata all’onore delle cronache prima per le nobili lotte sindacali e poi per i sfortunati passaggi nei reality. Se penso alla sua parabola, mentre le auguro tutto il bene possibile specie dal punto di vista umano, mi vengono in mente i film Ricordati di me e Da morir e, rispettivamente di Gabriele Muccino e Gus Van Sant. Nel primo Nicoletta Romanoff interpretava un’adolescente ossessionata dal desiderio di approdare in tv come “letterina”. Talento discreto, sfacciataggine e una certa avvenenza le sue carte… Nel bel film di Van Sant una strepitosa Nicole Kidman caratterizzeva Suzanne, aspirante ma mediocre giornalista disposta a tutto pur di apparire in tv. Lo script grottesco poneva qui ulteriore enfasi sullo scarso talento della nostra, in grado di farsi largo tra i palinsesti frequentando i letti dei producer. La similitudine con i due personaggi fittizi risiede solo nella brama di Daniela di apparire a tutti costi, dove il verbo va veramente inteso nel suo senso più moderno che perciò oltrepassa la televisione. L’ex hostess ha qualche anno in più della Romanoff mucciniana, e se questo da un lato è un bel handicap per altri versi la preserva da atti di ingenuità, tipo frequentare loschi figuri del sottobosco televisivo (come avviene nel film all’aspirante velina). Il peggio che può succedere oggi a Daniela è d’imbattersi in qualche moralista intelligente alla Alfonso Signorini, che al “Grande Fratello” l’ha redarguita sull’ipotesi cassa integrazione, o in moralizzatori selvaggi alla Fabrizio Corona. Forse “La fattoria” (Canale 5, domenica ore 21.20) regalerà altri momenti di cult-trash, ma le parole con cui Corona l’ha congedata nel momento dell’eliminazione hanno il sapore di un epitaffio (“Deve dimenticare lo spettacolo. Cominci a lavorare seriamente perché ormai le ha provate tutte”). Sarà…Certo che oggi in televisione, in determinati spazi s’intende, vediamo di tutto e di più. Non sono così sicuro che Eleonora Daniele o Melita Toniolo, che conducono programmi, siano più spigliate della Martani. Forse Daniela ha perso il treno per fare politica dopo la sua celebrata e convincente apparizione a “Annozero” Dove, onestamente, sembrava un’altra persona rispetto all’ansiogena e un po’ superficiale aspirante stellina vista nei reality. Suzanne/Kidman viene uccisa nel finale di Da morire , punita per la sua folle ambizione, ma Daniela ha una statura morale che la preserverà da brutte sorprese, fermo restando il doversi confrontare con i vari specialisti del talk, da Klaus Davi a Alba Parietti passando per tanti altri. Le auguro di non pensare a ciò come a una nuova occupazione.

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