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Daria Bignardi attende Luxuria e brinda con Boldi

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Il piccolo schermo lo ha incoronato tra i “vincenti” ed è subito iniziato il tormentone sul futuro di Vladimir Luxuria: personaggio televisivo o politico? Con in mente solo il bene per la sinistra extraparlamentare, mi auguro che Vladimir rimanga a vedere l’effetto che fa essere il nuovo cocco di Super Simo. E le sue dichiarazioni, anche inutilmente sarcastiche verso il mondo politico, sembrano indicare quella direzione. Inviato a “Quelli che il calcio”? Beh, forse lì è cosa stipulata già da contratto. Opinionista in un prossimo “Ballando sotto le stelle”? Perché no? Malgrado il disincantato entusiasmo della redazione di Liberazione, guidata da quel magnifico iconoclasta che è il direttore Piero Sansonetti, io penso che Vladimir prima di riproporsi come politico debba chiedere ammenda per la sciagurata scelta di abbandonare Rifondazione comunista dopo la sconfitta elettorale. Con l’aggravante della destinazione reality per di più. Se continuerà a bazzicare in campo artistico non ci sarà nulla da dire. Magari sarà costretto a litigare nuovamente con la contessa De Blanc (un incubo che sembra partorito dalla mente di Stephen King)… A pensarci bene per Luxuria è pronosticabile pure un faccia a faccia a “Le invasioni barbariche” con Daria Bignardi, l’unica che forse avrebbe il piacere di aprire un confronto sul tradimento perpetrato verso i suoi elettori. Certo ci vorrebbe la solita Daria, non quella forzatamente friendly che ha intervistato venerdì scorso Massimo Boldi..“Massimo fammi ciao bella gioia…”, “fammi max cipollino…”. Per carità, la commistione di generi nella scelta degli ospiti (Giorgio Albertazzi e Enrico Papi, per citarne due), di linguaggi (da Richler Mordecai a Candida Morvillo), e altre estrosità rappresentano il marchio di fabbrica della grande Daria. Ma davanti a Boldi, simbolo di un cinema di infimo livello, Daria doveva essere se stessa, nel segno dell’espressionismo tedesco, della nouvelle vague francese e della British Renaissance, generi a lei cari. Doveva scapparle una domanda anche ingenua del tipo: “Massimo, perché nell’anno del dragone italiano, con Gomorra e Il Divo , ve ne uscite con una porcheria tipo La fidanzata di papà ?” Naturalmente per fare bingo è intervenuta nella stessa puntata pure Mara Carfagna e tra i momenti più “alti” del confronto con Daria va segnalato il commento a sfondo cinefilo del ministro per le Pari Opportunità: “Boldi è meglio di Nanni Moretti, almeno il primo fa ridere”. Poi ti chiedi perché gran parte degli odierni rappresentanti del governo vengono considerati in un certo modo! Postilla finale: il rischio che a Luxuria venga proposta una parte nel prossimo cine-panettone è concreto…

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