L’Osservatorio – ICT si è interrogato sul ruolo dei diversamente abili nelle aziende italiane e sul trattamento a essi riservato Le aziende italiane sono dotate di una presenza limitata di tecnologie assistive (25%) e di interventi ad hoc sui sistemi informativi che migliorino l’accessibilità da parte delle persone con disabilità (14%). Queste due delle conclusioni a cui è giunto il primo rapporto dell’Osservatori-Ict Accessibile e Disabilità, promosso dalla School of Management e dall’Ict Institute del Politecnico di Milano insieme alla Fondazione Asphi Onlus. Dall’analisi è emerso che le imprese tendono ad assumere persone con disabilità che non ne compromettano l’utilizzo delle tecnologie informatiche o fanno svolgere loro mansioni che non richiedono accesso ai sistemi informativi, con un approccio che viene definito dall’Osservatorio ‘dissoluzione del problema’. “E’ evidente il rischio, con questo approccio, di escludere proprio quelle persone con disabilità che sono in grado, per capacità personali, di svolgere ruoli aziendali in cui è necessario l’accesso ai sistemi informativi, ma che richiedono, per poterlo fare, di adeguati interventi sui sistemi informativi (a livello, ad esempio, di tecnologie assistive). In questi casi si rischia di creare un ‘digital divide’ e di non utilizzare al meglio le capacità di queste persone, in contrasto con la legge 68/99 e soprattutto con la legge Stanca che cerca di mettere in luce come potenzialità e capacità di un dipendente con disabilità rischiano di rimanere inespresse se non supportate da un contesto Ict inclusive”, ha spiegato Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio. L’indagine ha individuato quattro differenti scenari per schematizzare l’integrazione dei dipendenti disabili nelle aziende. Nel 24% dei casi si può parlare di integrazione “completa”: l’ingresso delle persone con disabilità nelle aziende viene preparato in modo che queste riescano a superare il proprio handicap grazie anche alla collaborazione dei colleghi. In questi casi, l’accoglienza comporta l’adattamento tanto da parte della persona con disabilità quanto da parte dell’organizzazione, e vi è un reciproco influsso fra la singola persona e l’azienda nel suo complesso. Nel 20% dei casi si tratta di integrazione “sociale”, in cui si punta sulla sensibilizzazione dell’organizzazione per modificare e migliorare il contesto in cui la persona con disabilità si inserisce, senza però implementare specifiche politiche a supporto della persona stessa. Solo nel 3% dei casi si punta esclusivamente sull’integrazione “operativa” con politiche ad hoc per preparare la persona con disabilità al lavoro che dovrà svolgere, senza però realizzare particolari azioni di sensibilizzazione sul contesto di inserimento. La percentuale più alta, 53%, indica un inserimento che sembra non essere accompagnato da attività specifiche di sensibilizzazione e politiche ad hoc per la persona con disabilità Considerando l’importanza del rapporto con la tecnologia sul posto di lavoro, l’Osservatorio ha posto l’accento sull’accessibilità di alcuni portali web e nello specifico si è interrogato sulla fruibilità dei siti di e-commerce. Un gruppo di verificatori, composto da persone con diverse condizioni di disabilità, ha analizzato quattordici siti selezionati fra i più importanti player di eCommerce operanti nel nostro paese e ha rilevato che i diversi siti presentano differenti problemi di fruibilità per le persone disabili. In particolare è il non vedente che ha avuto maggiori difficoltà, spesso in fase di registrazione, seguito dalla persona con disabilità motoria. Meno problemi hanno avuto invece le persone con le altre due disabilità (ipovedente e non udente). Diverso il discorso per il cellulare, che costituisce, secondo le conclusioni a cui è giunto l’Osservatorio, un’opportunità concreta di superamento di alcune barriere di comunicazione per la categoria di dipendenti in esame. Il suo valore aggiunto è la mobilità, che garantisce reperibilità e disponibilità, e si tratta di uno strumento di navigazione e informazione sempre accessibile. • Martina Pennisi
Disabili, soprattutto sul lavoro

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