Auditel – I numeri della tv di Giorgio Bellocci Dal primo di gennaio è partita su Raidue la dodicesima serie di “E.R.” (lunedì, ore 21). La sensazione è che il telefilm abbia fisiologicamente esaurito il suo filone creativo. Realtà confermata in parte anche dai dati auditel, se si pensa che l’attuale media di due milioni e mezzo di telespettatori è più che dignitosa ma ben lontana dai picchi di quasi 5 milioni di fans della prima ora. Detto questo, la visione di “E.R.” offre ancora spunti interessanti. La qualità della recitazione, innanzitutto, riesce sempre a essere di buon livello (più alta della media dei prodotti italiani). Nel cast della stagione in corso, per esempio, è possibile ammirare l’interpretazione di John Leguizamo nel ruolo del dottor Victor Clemente. Leguizamo (classe ‘64) è un attore che in passato è stato diretto da giganti della regia, quali Spike Lee e Brian De Palma, ma non è certo in fase declinante. Accetto scommesse sul suo futuro, pensandolo ancora all’interno di progetti cinematografici di spessore. Possiamo prevedere la stessa cosa per Claudio Amendola dopo aver visto la nuova edizione di “Scherzi a parte”?! Un altro spunto fornito dalla serie investe idealmente coloro che credono che in Italia vi sia un esagerato anti-americanismo; questione prepotentemente tornata alla ribalta per l’ipotesi di allargamento della base militare di Vicenza. Non era difficile immaginare a tale riguardo, per esempio, la presa di posizione degli editorialisti “moderati” del “Corriere della Sera” (Battista, Panebianco, Ostellino, ecc.), per i quali una critica agli Stati Uniti rappresenta sempre un delitto di lesa maestà. Chissà se costoro rafforzano le proprie convinzioni leggendo Aldo Grasso? Il critico del Corriere sottolinea con frequenza, e validi argomenti, quanto i prodotti della fiction americana siano di assoluto livello e decisamente aderenti con la realtà. Il problema è che i telefilm si prendono quelle libertà che i suddetti “moderati” contestano! Solo analizzando “E.R.” noteremo delle dure critiche al sistema statunitense, dalla sanità all’abuso delle armi. Bush è considerato un idiota, e temi quali l’eutanasia o i diritti delle coppie di fatto vengono trattati in modo splendido (dal mio punto di vista), ma irritante per i “moderati” di ogni sponda politica. Bisogna credere a Pierluigi Battista o agli sceneggiatori di “E.R.”? Questo è il dilemma…
“E.R.” e il diritto di critica agli Stati Uniti

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