Viviane Reding, commissario Ue per Informazione e Media, presenterà fra un mese il piano normativo europeo contro il digital-divide L’accesso alla banda larga è salito a 90 milioni di linee, ma l’Unione europea deve ancora agire per aumentare la concorrenza e affrontare la situazione degli stati che restano indietro. Bisogna risolvere il problema del digital divide comunitario, si naviga a banda larga con diverse velocità, che spaccano in due l’Europa: “È inaccettabile che il divario tra i paesi più avanzati e quelli che lo sono meno in Europa stia crescendo – ha dichiarato la Reding -. L’Europa deve agire subito per far sì che l’intero settore della banda larga proceda in modo ordinato” Il broadband nei 25 stati più vecchi dell’Ue – escludendo Romania e Bulgaria – è salito del 28,7% dal luglio 2006 al luglio 2007. L’accesso alla banda larga è più alto in Danimarca (37,2%) e Olanda (33,1%), mentre è solo al 5,7% in Bulgaria e al 6,6% in Romania. In media la penetrazione del broadband è salita dal 14,9% al 18,2%, nonostante i tassi relativamente modesti registrati in qualche caso. La crescita è stata più elevata in Danimarca (7,7 linee per 100 abitanti), Lussemburgo (7,1%) e Irlanda (6,7%). Molti paesi, come l’Italia, hanno dimostrato di non aver fatto abbastanza per favorire l’avvento della banda larga sul territorio. La Digital Subscriber Line (Dsl) resta la principale tecnologia dell’Europa unita dalla banda larga, con circa 72,5 milioni di linee ma cresce l’uso di tecnologie alternative, come il cavo, la fibra ottica in casa e l’accesso wireless locale (17,7 milioni di linee in totale). “Mancanza di concorrenza e debolezza dell’authority sono citati come principali ostacoli alla crescita della banda larga”, ha fatto sapere la Commissione in una nota. La commissaria Reding ha aggiunto che proporrà di dare a tutte le authority nazionali il potere di separare le reti in caso di gravi problemi di concorrenza. Nello specifico, la quota di mercato degli operatori alternativi in Europa ha raggiunto il 53,5% nel luglio di quest’anno, ma la quota di mercato dei nuovi operatori è solo del 44,3% se si esclude la semplice rivendita delle linee Dsl degli operatori storici. Nel settore degli abbonamenti alla Dsl cresce la concorrenza: il 55,4% di tutte le linee degli operatori alternativi (17,6 milioni di linee) è pienamente o parzialmente disaggregato dalle reti già esistenti rispetto al 45,9% nel luglio 2006. Viviane Reding vuole un nuovo organismo pan-europeo in grado di imporre rimedi alla concorrenza se Bruxelles non sarà contenta dell’operato delle authority nazionali. Se i singoli paesi non interverranno direttamente è probabile che cadrà dall’alto un intervento comunitario varato da Commissione in accordo con l’Unione: il prossimo 13 novembre la Reading presenterà ufficialmente la ricetta per le Tlc. Più equilibrio tra operatori telefonici entro il 2010 L’Agcom si è impegnata con la Commissione europea a mettere fine alle asimmetrie nei prezzi di terminazione verso rete fissa (la tariffa pagata all’altro operatore per terminare la chiamata) entro il 2010, un anno prima di quanto precedentemente indicato. La commissaria europea per le Telecomunicazioni Viviane Reding ha sostenuto che le asimmetrie per le tariffe di terminazione possono essere intese solo come uno strumento temporaneo per promuovere la competitività. L’Agcom ha detto di aver preso nota delle indicazioni della Commissione “specialmente a riguardo dell’orizzonte temporale per le asimmetrie al 2010”. Il presidente dell’Authority, Corrado Calabrò, ha inoltre ribadito di essere fiducioso sulla possibilità di arrivare a una soluzione per la separazione funzionale delle reti di telecomunicazione entro la fine dell’anno. “Ho rassicurato la commissaria Reding che stiamo tenendo in massimo conto i commenti della Commissione, specialmente per quanto riguarda l’orizzonte temporale dell’asimmetria entro il 2010”, ha aggiunto il presidente di Agcom. • Marco Scurati
Europa più “Digital united”

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