L’ultimo rapporto dell’Eurispes evidenzia una società italiana caratterizzata da forti preoccupazioni, ma anche da una volontà di proseguire nonostante le avversità.
Il “Rapporto Italia 2025” dell’istituto di ricerca Eurispes ha messo in luce le preoccupazioni più diffuse tra gli italiani, rivelando un panorama complesso di ansie influenzate da eventi storici e globali. Dalla crisi economica alle catastrofi naturali, una gamma di paure si fa strada nelle menti dei cittadini.
Secondo l’indagine, la preoccupazione più grande è rappresentata dalla possibilità di una nuova crisi economica globale, temuta dal 67,6% degli italiani. A seguire, sette italiani su dieci (69,5%) esprimono timori riguardo agli eventi climatici estremi e il 57,8% si preoccupa del rischio di terremoti. La minaccia di un conflitto mondiale, percepita da quasi la metà degli intervistati (46,1%), è un altro segnale dello stato d’animo diffuso.
Le ansie variano notevolmente a seconda della fascia d’età. I più giovani, tra i 18 e i 24 anni, temono l’instaurarsi di una dittatura, mentre gli over 64 mostrano particolare apprensione per eventi climatici e terremoti. Questa diversificazione nei timori mette in evidenza un’analisi più sfumata della società italiana e delle sue vulnerabilità.
Le paure espresse suggeriscono un bisogno di strategie politiche efficaci e di azioni concrete per affrontare le sfide future legate sia alla crisi economica che ai cambiamenti climatici. Nonostante le preoccupazioni, una significativa porzione del campione (69,7%) si dice fiduciosa nell’attuale governo di coalizione. Questo dato suggerisce una certa stabilità politica, anche in un contesto di ansia collettiva.
Fonte foto: www.leurispes.it

