La pagina sembra proprio quella del sito di repubblica.it. I protagonisti dell’articolo sono conosciuti – Milena Gabanelli, presentata come giornalista investigativa e fondatrice di Report (ma ormai da anni al Corriere della Sera e La7) e Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Anche il nome dell’autore corrisponde a un vero giornalista di Repubblica, Giuseppe Colombo. Ma il resto è tutta una bufala: i contenuti, il contesto (una presunta puntata di Porta a Porta su Rai Uno), le immagini… A ben vedere l’indirizzo internet (lo vedete nell’immagine in alto a sinistra) con Repubblica non c’entra nulla, né tantomeno i post Facebook da cui si arriva a questo strano link (in galleria).
Il contenuto è tutto falso ma studiato ad arte per sembrare vero, attirare clic e portare il lettore dentro l’articolo e al vero nocciolo della questione: una pubblicità che trasforma in testimonial inconsapevole una giornalista che non c’entra nulla, puntando sul fatto che è nota per il suo impegno contro le ingiustizie e per questo ancora più credibile nel suo ruolo di “consigliera”. A un certo punto, infatti, la presunta Milena Gabanelli (lo ribadiamo, quella vera non c’entra nulla!), pian piano comincia a parlare di piattaforme di investimenti che quelli di Report (dove Gabanelli non lavora più) avrebbero testato per gli spettatori…
“Mi è stato segnalato qualche giorno fa e ho subito chiamato Intesa per parlare con i suoi avvocati“, racconta a Telepress Milena Gabanelli (quella vera) raggiunta al telefono: “Oltre a essere falso e fastidioso, questo articolo tira in ballo anche uno dei pochi banchieri con cui non ho mai litigato, quindi è davvero paradossale“.
Fake news, dunque, che vengono create ad arte oppure che si generano per meccanismi perversi dell’Intelligenza Artificiale. Continua Gabanelli: “Facendo una ricerca su un vecchio lavoro che avevo fatto 30 anni fa, sono incappata in un contenuto generato dall’AI relativo al mio stato di salute. Ebbene, mi attribuiva due malattie gravi che – per fortuna – non ho mai avuto, ma chiaramente chi arriva a quel contenuto da un motore di ricerca usato tutti i giorni e di cui si fida, è portato a credere che sia vero. Probabilmente, il contenuto è stato generato perché, negli anni passati, mi sono occupata tante volte di sanità e di determinate malattie, ma questa diventa una distorsione che si autoalimenta“.
Cerchiamo sempre di ristabilire la verità anche con il buonsenso. Quando incontriamo contenuti “urlati”, che parlano di scontri, liti, annunci choc e rivelazioni esclusive… beh, controlliamo innanzitutto su quale sito siamo finiti. Poi, usiamo con il buon senso e cerchiamo di capire dove va a parare.

