Nel primo fine settimana di Primavera oltre 540mila persone hanno partecipato all’iniziativa promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano, che da oltre tre decenni trasforma il Paese in una grande mappa aperta di luoghi solitamente chiusi, o quanto meno poco accessibili. I numeri confermano la portata dell’evento: 780 siti visitabili distribuiti in circa 400 città, distribuite in tutte le regioni italiane.
A fare la differenza, quest’anno, è stato proprio il fascino popolare del calcio e della figura di Diego Armando Maradona. A Napoli, migliaia di visitatori hanno potuto attraversare spazi normalmente riservati agli atleti, come il celebre “miglio azzurro”, il percorso che conduce dagli spogliatoi al campo. Un’esperienza che ha trasformato uno degli impianti sportivi più iconici d’Italia in una meta culturale a tutti gli effetti.
Alle spalle dello stadio partenopeo si piazza il Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione e noto ai romani come “Palazzaccio”, seguito dal Palazzo della Cancelleria, esempio di architettura rinascimentale nel cuore di Roma. Il quarto posto va a Porta Nuova a Palermo, monumento simbolo della città accanto al Palazzo dei Normanni, mentre chiude la top five il giardino storico di Villa Sgariglia Grottammare, nel paesaggio collinare marchigiano in provincia di Ascoli Piceno.
La partecipazione si conferma ampia e trasversale anche sul piano territoriale. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto risultano le regioni con il maggiore afflusso complessivo, segno di una mobilitazione diffusa che coinvolge grandi centri e realtà minori. Dietro le quinte, la macchina organizzativa ha contato su circa 7.500 volontari e oltre 17mila studenti, gli “Apprendisti Ciceroni”, impegnati a raccontare i diversi luoghi ai visitatori.
Non ci sono state solo aperture straordinarie: anche i beni gestiti stabilmente dal FAI hanno registrato un’elevata affluenza. In cima alle preferenze si colloca Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia, nel padovano; secondo posto ex aequo per Villa Gregoriana a Tivoli, in provincia di Roma, e Villa del Balbianello a Tremezzina, nel comasco; terza posizione per Villa Necchi Campiglio a Milano, tra le mete più apprezzate in ambito urbano.
L’edizione 2026 ha consolidato così il ruolo delle Giornate FAI fra ievento culturale diffuso in Italia, capace di unire patrimonio storico, partecipazione civica e curiosità collettiva. E quest’anno, più che mai, anche il mito sportivo è entrato a pieno titolo tra i luoghi della memoria condivisa.

