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Giù le mani da Boccuzzi che non “buca” il video

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Lo scorso 6 dicembre è sopravvissuto a una delle più grandi tragedie sul lavoro della storia d’Italia… Antonio Boccuzzi è uscito dal rogo della ThyssenKrupp di Torino con ustioni al viso e alla mano destra, e oggi, complice la sua candidatura nel Partito Democratico, è entrato nel frullatore mediatico pre-elettorale. Uno scenario caratterizzato nella maggior parte dei casi da polemiche sterili e esasperazione sugli episodi (quanto campano i giornali sul caso Ciarrapico o sugli interventi notturni di Pannella a Radio Radicale contro Veltroni?).  Antonio lo sapeva e probabilmente ha messo in conto tutto. Forse perfino la sconcertante reazione della Sinistra Arcobaleno quando è stata resa nota la sua candidatura. Non dico un telegramma di auguri, ma nemmeno quella litania sul fatto che un operaio “si allea con il partito dei padroni” e altre amenità. Per Antonio ci voleva più rispetto. Per lui, oltretutto, adesso incombe anche il giudizio del mondo della comunicazione in relazione alle sue apparizioni televisive come candidato.  Ricordo che nei giorni successivi al disastro della ThyssenKrupp il nostro venne invitato per molte sere da Enrico Mentana a “Matrix”, dove se la cavò alla grande: lucido nella pur comprensibile commozione, Antonio ha sempre espresso le sue idee sul fatto specifico e sul mondo del lavoro con efficacia. Nessuno, fortunatamente, utilizzò l’abusata espressione “buca il video”.  Oggi invece c’è chi si aspetta che quel video venga da lui… frantumato. Come Daniela Santanchè che sta raccogliendo elogi per lo stile (!) con cui si presenta in video riuscendo pure a incidere sull’ascolto di “Porta a porta”: azzannando tutti gli interlocutori e ripetendo come un mantra che i ragazzi dell’estrema destra sono persone fantastiche. Per inciso: è possibile che ve ne siano, ma come la mettiamo con i portatori di svastiche e con gli atti di antisemitismo? Non saranno sfuggiti ai più i voti di Aldo Grasso in materia, pubblicati il 10 marzo sul Corriere del Sera  (“Le pagelle televisive di esordienti e esperti”). Per la Santanchè, tra gli altri, un buon “6+”. Per Antonio Boccuzzi un “5” accompagnato da motivazioni a dir poco discutibili. Innanzitutto anche tra le righe del giudizio di Grasso si coglie una certa ironia per il connubio tra l’operaio e Veltroni. La chiusura di Grasso è poi micidiale: “Per ora sembra un concorrente del Grande Fratello, un po’ spaesato”… Tutto questo è molto triste. Per il suo vissuto e per il profilo di persona cristallina e coraggiosa Antonio merita solo un grande rispetto. Quando verrà il momento dei giudizi, questi, auspicabilmente, dovranno riguardare solo il suo “fare” in politica e non il modo di comunicare in tv. 

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