La tv da i numeri Di Giorgio Bellocci La banda della Magliana, il crac del Banco Ambrosiano (con la morte di Roberto Calvi), l’attentato del maggio 1981 a Karol Wojtyła per mano di Alì Agca… E ancora: lo scandalo dello Ior, la cosiddetta “ban- ca del Vaticano”, e la figura ambigua di monsignor Paul Marcinkus, presidente dell’istituto. Pochi casi di cronaca fotografano squarci nefasti e cupi della moderna storia italiana quanto quello di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana della cui drammatica scomparsa è caduto il ventisettesimo anniversario il 22 giugno. Nel medesimo giorno la vicenda è stata al centro di “Complotti”, il programma di inchiesta de La7 condotto nella tarda serata del martedì dal giornalista Giuseppe Cruciani. Sparita nel nulla all’età di quindici anni, Emanuela è stata oggetto per tanti anni di infruttuose inchieste, sciacallaggi e depistamenti, senza che mai vi fosse un indizio più o meno certo riguardo la sua morte o la sua soprav- vivenza, sia pure in una condizione avvolta dal mistero. “Complotti”, con molta cautela, ha messo al centro del racconto gli sviluppi più recenti del caso, vale a dire le dichiarazioni rese agli organi competenti da Sabrina Minardi nell’estate del 2008. La Minardi, ex tossicodipendente e compagna di un membro della Magliana, ha rivelato che Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa e il suocorpo fatto sparire. Il rapimento e l’assassinio sarebbero stati perpetrati dal suo uomo,Renato DePedis,suindicazione di monsignor PaulMarcinkus. Uno scenario complesso, ancora al vaglio degli inquirenti, che vedrebbe l’intreccio tra i crimini della banda della Magliana, gli affari illeciti del presidente dello Ior e, addirittura, le sue debolezze per le giovani ragazze… In generale “Complotti” ha ricostruito il caso in modo veramente mirabile anche attraverso significative testimonianze: quelle dei fratelli di Emanuela, Natalina e Pietro Orlandi; del giudice che ha seguito le indagini, Rosario Priore, e del giornalista Carlo Bonini, esperto di “nera” e di terrorismo. E’ evidente lo sforzo del rotocalco, al di là del titolo volutamente provocatorio, di non offrire certezze assolute, bensì spunti di riflessione e punti di vista lontani dallo status quo delle inchieste ufficiali. Di grande interesse anche i prossimi appuntamenti di “Complotti” incentrati su vicende come il rapimento di Abu Omar, l’affaire-Moggiopoli, i casi Boffo e Mar- razzo, l’omicidio di Pasolini e la latitanza di Bernardo Provenzano. Un plauso speciale a Giuseppe Cruciani, personaggio radiofonico molto discusso come gli ascoltatori di Radio 24 sanno bene: la sua è una conduzione sobria, di semplice raccordo in fondo, ma il merito maggiore è quello di firmare il bel programma insieme a Michele Astori e Stefano Di Gioacchino.
I “Complotti” di Cruciani rendono bene in tv

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