Site icon Telepress

I critici straparlano di Sanremo

Abstract futuristic world & technology business background and space for text, vector illustration

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Perché il declino del Festival di Sanremo occupa il quotidiano degli italiani alla stregua della legge sull’aborto o della crisi dei mutui? La colpa è dei critici musicali. Quelli che aspettano un anno per ritagliarsi il loro spazio di gloria nel dopo festival, o per lanciare strali su conduttori e canzoni. Una casta privilegiata che durante il resto della stagione riceve dalle case discografiche una valanga di cd che non sentiranno mai e che ricicleranno per regali a fidanzate o nipotini. Quelli che a qualsiasi concerto trovano le porte spalancate dai poveri uffici stampa anche se poi non ci scappa nemmeno una riga di recensione… Sono loro che riescono a rendere una tragedia quello che è un semplice cambiamento dei tempi che colpisce anche l’ascolto di Sanremo… Certo, la Rai, prigioniera dei capricci delle istituzioni liguri che gravitano intorno alla kermesse, ci mette del suo: l’unica soluzione intelligente sarebbe quella di ridurre il numero delle serate e far concludere le esibizioni a orari umani (anche per valorizzare il dopo festival, da assegnare a vita ai magici Elio e le storie tese!). Oltre a far partecipare pochi e pre-selezionati esordienti alla gara dei big. Ma state sicuri che se anche Sanremo si trasformasse da brutto anatroccolo in cigno la compagnia scrivente avrebbe comunque da ridire. Anzi: più riesce a essere presentato come una robetta e più loro riescono a ritagliarsi spazio su spazio. Sai che noia una gara senza il bacio della Tatangelo a Gigi D’Alessio? Senza i deliri di Loredana Berté. Senza le elucubrazioni sul look delle vallette. Tutte cose che con la musica ci azzeccano ben poco… Riguardo alla Berté poi vale la pena spendere una riflessione: è come se il movimento sanremese fosse da anni in messianica attesa di un altro suicidio dopo quello di Tenco. La Berté ha presentato una canzone molto bella, scritta da quel gigante del pop italiano che è Radius (e poco importa se è stata composta vent’anni fa). Insieme a Spagna Loredana ha dato vita a una eccellente performance, ma è triste il modo in cui accetta di farsi umiliare da coloro che ne parlano in libertà come se fosse un soggetto in preda a turbe mentali. Chi le sta vicino? Chi ne gestisce l’immagine? Ma forse è tutta una recita… Anzi vale la pena sperarlo. Un altro caso Tenco, una brutta ripetizione del medesimo, farebbe versare ulteriori fiumi di inutile inchiostro. Infine Baudo: lui per primo probabilmente capisce che è il momento per un “veltroniano” passo indietro, vale a dire sfilarsi dalla conduzione. Ma come direttore artistico non può essere messo in discussione. Nessuno in Italia gode quanto lui di una stima trasversale a livello generazionale tra gli artisti. E questo è un dato di fatto.  

Exit mobile version