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I minuti di Caterina, il talento di Lucilla

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Auditel – i numeri della tv di Giorgio Bellocci E’ dall’estate scorsa che l’ex “letterina” Caterina Murino, con la prevedibile complicità dei rotocalchi italiani, pontifica sulla sua presenza in Casino Royale . Il minutaggio  della nostra nel film di James Bond? All’incirca cinque minuti! Lungi da me criminalizzare la Murino, ma il suo caso sembra una metafora di come la televisione funzioni da alterata cartina tornasole per una valutazione del “talento”, specie al femminile. A tale riguardo da Rai e Mediaset arrivano… messaggi inquietanti: fai un reality, ti piazzi bene a “Miss Italia”, sgomiti meglio delle altre “letterine”, e puoi finire catapultata all’interno di un programma, se non come conduttrice almeno come spalla (vedi Chiabotto, Fabiani, Gregoracci, Vento, ecc.). Non sarebbe male se i responsabili dei network, prima o poi, spendessero una seria riflessione sul termine “talento”! Nell’attesa, un esempio di come si possa coniugare avvenenza e bravura viene da Lucilla Agosti, conduttrice di “All Moda”. Il programma della rete All Music, assai seguito nel prime time del mercoledì, è dedicato a tendenze, stili, look, ecc. Insomma, una cosa very glamour, e che sovente vede tra gli ospiti personaggi molto vanitosi… Lucilla Agosti se la cava discretamente con le interviste (deve “glamourizzare” un po’ pure lei nel contesto), ma grande è la sorpresa nel ritrovarla tra i principali protagonisti di una complessa rappresentazione ai limiti del “teatro off” più sperimentale. Alludo a “Preludio a Solaris: l’Aquila Bambina”, attualmente in scena al teatro Litta di Milano. Nell’affascinante spettacolo di Antonio Syxty, Lucilla interpreta Rosa, una ragazza alle prese con un tormentato viaggio interiore da condividere soprattutto con Helix, l’amica del cuore (Isabella Macchi, nella foto con Agosti). Così, tra alte citazioni cinefile (con tanto di proiezioni sulla scena), sensi di colpa, istinti saffici e incesti evocati, Lucilla offre una recitazione ricca di pathos. Non so se in futuro lei privilegerà la (facile?) carriera televisiva o se continuerà a lavorare con passione per seguire le orme di una Maddalena Crippa. Magari sarà così brava da coniugare con armonia entrambe le cose. Per ora il suo è un segnale ideale rivolto ai tv maker: se il look ha la sua importanza, per logiche commerciali, non è detto che la rinuncia al talento sia un passo obbligato.

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