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I passatempi di Cossiga, le metafore di Santoro

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci  “Siamo sorpresi che un ex Presidente della Repubblica e senatore a vita come Francesco Cossiga abbia tempo da perdere su queste quisquilie. Non ha niente di meglio da fare?”… Lo sconcerto denotato dal fratello-manager di Margherita Granbassi è illuminante del livello del dibattito sulla televisione in Italia. Franz Granbassi allude alle polemiche sulla partecipazione della campionessa di fioretto a Annozero (Raidue, giovedì ore 21), e tra coloro interessati a quisquilie egli avrebbe potuto citare anche i pasdaran berlusconiani Cicchitto e Gasparri, solidali con Cossiga. Quest’ultimo, come noto, in un’interpellanza parlamentare (!) aveva definito “stupefacente e scandalosa, in un indecoroso abbigliamento la partecipazione del maresciallo Granbassi”.  Non è ancora nato, e mai nascerà, un politico con la conoscenza di Cossiga per le più controverse e delicate questioni della storia mondiale dagli anni 50 in poi. Ancora oggi se interpellato sfoggia una lucidità e un’analisi di lettura in materia che neanche l’Andreotti dei bei tempi… Cossiga però non è capace di trattenersi, per vanità, e sfiora il ridicolo se il giornalista di turno lo chiama e gli dice “Presidente, ha visto che Schumacher sul palco non ha cantato l’inno italiano?”. Oppure, tornando alla Granbassi, “Presidente, ha visto che Santoro ha reclutato nel suo team la Granbassi che è pure un maresciallo dei carabinieri?”. La fiorettista legata all’Arma a quel punto diventa per il nostro “una velina”, con tanti saluti alle sue aspirazioni da giornalista. Cossiga a volte è sconcertante, anche se devo ammettere che la scelta di Santoro non mi ha convinto in pieno. Se la Granbassi ignorando i diktat dell’Arma continuerà a partecipare a Annozero come “referente dei giovani” (Michele dixit) avrò modo di tornare sull’argomento.  Per ora mi limito a sottolineare che la presenza della campionessa è risultata impalpabile nella prima puntata del programma, per altro risultata stranamente noiosa e in certi momenti farraginosa. Da ammiratore di Santoro mi sento di esprimere un po’ di delusione per la trattazione del caso Alitalia: nulla di veramente nuovo rispetto a quanto detto in altri contesti da inizio settembre. E poi la scontatissima presenza delle  telegeniche hostess d’assalto (nella foto Maruska Piredda) già viste in tv da Trieste in giù! Santoro non è mai banale, poi certo anche a lui può capitare qualche inceppo. Quasi sempre egli lavora per immagini metaforiche nello stile dei grandi autori di cinema: come William Friedkin che con L’Esorcista aveva puntato sul terrore per raccontare una società alla mercé dell’incomunicabilità e della perdita dei valori, così Santoro ha scelto Alitalia per fotografare una situazione di disagio generale da “chi non riesce ad arrivare all’ultima settimana”, a prescindere dal dibattito sulla compagnia di bandiera.

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