Site icon Telepress

I siriani si uniscono alle proteste del mondo arabo (The Guardian)

Abstract futuristic world & technology business background and space for text, vector illustration

Buon ultima, la Siria. Le insurrezioni in Nord Africa e Medio Oriente sembrano diffondersi come un germe, mosse dalle drammatiche condizioni socio-economiche dei paesi interessati e dagli esempi più o meno di successo di Egitto, Algeria, Tunisia, Bahrein e Libia.   E, appunto, la Siria si aggiunge alla lista degli stati in subbuglio: “I siriani si uniscono alle proteste del mondo arabo”, titola The Guardian , provando a riassumere la situazione esplosiva dell’area sud orientale del Mediterraneo. “La Siria prova a calmare le acque della profonda crisi politica”, gli fa eco The New York Times , spiegando però come le fratture tra la popolazione e il regime siano ormai profonde.   Regime che però può contare, come spesso accade in questi casi, su un gruppo di irriducibili sostenitori, come racconta Al Jazeera in un servizio intitolato “Siria, ecco le leggi speciali”. Il presidente-tiranno, Bashar al-Assad, è in difficoltà e “accusa i ribelli di cospirazione”, come scrive The Wall Street Journal , incolpando “le pressioni straniere” ( Le Figaro ), “in particolare degli Stati Uniti” ( Le Parisien ).   Secondo The Financial Times , Assad “ha le ore contate”. E il caos della rivolta potrebbe vincere sul regime, per poi chiedersi in che direzione andare. 

Exit mobile version