di Giorgio Bellocci Dalla fine dell’estate Aldo Grasso è diventato, se possibile, ancora più cattivo per la sua rubrica sul Corriere della sera . Avevo già notato in passato una certa irritazione verso i giornalisti televisivi, ma i fendenti della sua “scimitarra” da settembre a oggi si sono succeduti in modo vorticoso. Faccio prima a ricordare chi si salva: Enrico Mentana, Riccardo Iacona e Milena Gabanelli. Nel mirino sono finiti Giovanni Floris, Lucia Annunziata, Giovanni Minoli, Corrado Formigli, Luca Telese e altri. Professionisti che si sforzano di fare informazione in un paese dove c’è pure il modello Mediaset incentrato sul fru-fru dell’informazione. Per fortuna che su Italia 1 è tornato Le Iene (mercoledì ore 21.20) che rimane prodotto interessante malgrado l’addio a Luca & Paolo. Nel corso della prima puntata è stata trasmessa una bella intervista del sempre arguto Enrico Lucci a Piero Marrazzo. Senza concedere sconti all’ex governatore del Lazio, Iena Lucci ha dato vita a un contraddittorio intelligente e rispettoso del travaglio umano del suo interlocutore. Vendicando così un incredibile attacco portato da Grasso ai primi di settembre, in occasione del documentario sulla Somalia che ha segnato il ritorno di Marrazzo alla sua professione di giornalista Rai. Ossessionato dal mantra secondo il quale chi fa politica non può tornare a fare giornalismo, Grasso aveva alluso alla famosa intervista rilasciata a Repubblica nello scorso agosto dall’ex governatore (la prima dopo la bufera). Che ci azzecca la libertà di Marrazzo di parlare di donne e trans con il reportage sulla Somalia?
Iena Lucci e il bentornato a Marrazzo

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