Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, ha annunciato l’abbandono della vita politica. Per oltre mezzo secolo ha guidato il movimento per la liberazione del Tibet, occupato dalla Cina nel 1959, divenendo in tutto il mondo simbolo di pace e resistenza non violenta. Con il ritiro di Gyatso, a tutt’oggi esule in India, gli equilibri geo-politici della regione indiana potrebbero cambiare. “Il Dalai Lama si ritira dalla vita politica”, titola The Los Angeles Times , prefigurando una nuova era delle relazioni internazionali. Come racconta El Pais, “Il Dalai Lama non sarà più il rappresentante del Tibet”, mentre El Mundo parla di “addio previsto”, considerata l’età di Gyatso, ormai settantaseienne. The Boston Globe in un editoriale intitolato “Il Dalai Lama abdica al suo ruolo politico”, ricorda invece il Premio Nobel per la pace assegnatogli nel 1989. Gli acerrimi rivali cinesi non credono però alla volontà del Dalai Lama di prendere le distanze dall’attività politica: “E’ un trucco”, dicono come riportato da The Guardian . Le autorità di Pechino temono che l’addio susciti ulteriori rimostranze tibetane contro il governo cinese: per questo, la ritirata sarebbe “un colpo d’astuzia”, come si legge su Le Figaro .
Il Dalai Lama si ritira (Los Angeles Times)

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