La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Chi è il Dr.House della Rai? Intendo non tanto il personaggio fittizio quanto il fenomeno in grado di catalizzare ascolti su qualsiasi rete e in qualsiasi orario… Vedi “Che tempo che fa” (Raitre, sabato e domenica, ore 20.15) e non puoi non rimanere colpito dagli ospiti: mai scelte banali o stereotipate, ma quasi sempre indirizzate a “stanare” personaggi che non amano apparire in televisione. Prendiamo come esempio quelli transitati in studio il 3 e il 4 novembre scorso: Patty Pravo, Gigi Proietti e il coraggioso autore Roberto Saviano. Nelle settimane precedenti era toccato, tra gli altri, a Michael Stipe dei REM, Umberto Eco e Silvio Soldini. Capisci subito che il segreto del successo del programma risiede in un gran lavoro di redazione (e in un budget alto naturalmente)… Si, Fabio Fazio è il potenziale Dr.House della Rai! C’è da scommettere che dove non arrivano i suoi collaboratori, in termini di contatti, entrano in gioco i rapporti personali come accaduto con Nicoletta Mantovani, che non è andata a “Porta a porta” a difendersi dall’offensiva mediatica in atto contro di lei ma ha scelto la “casa” dell’amico. Idem per Gino Strada, visto anche in questa edizione. Fazio come House potrebbe slittare da una rete all’altra e avere sempre il medesimo successo in termini di spettatori. Personalmente vedrei bene il programma nella seconda serata di Raiuno, perfino nel prime time. “Che tempo che fa” catturerebbe con la medesima formula nuovi fan senza perdere quelli fidelizzati. Certo, vi sono una serie di fattori che rendono quasi impraticabile l’ipotesi. Principalmente la linea editoriale della rete dettata da Fabrizio Del Noce (che però nel frattempo si è riappacificato con Celentano, grande amico di Fazio); ma anche quel senso di piacere, un po’ snob, che Fabio prova a rimanere su Raitre. Credo invece che non si debba nemmeno aprire una discussione sul grado di idoneità a Raiuno dei suoi magnifici ospiti fissi, Luciana Littizzetto e Antonio Albanese… Una piccola rivoluzione farebbe bene alla Rai che in prima serata soccombe ormai quasi regolarmente nel confronto con Mediaset, ma rimaniamo nel campo dell’impossibile anche per una questione di filosofia aziendale: un network commerciale come Mediaset non si fa troppi problemi, giustamente, a togliere a Italia Uno un fattore-auditel come House; la Rai in generale segue un’altra linea, specie per i big, e oggi il legame tra Fazio e la terza rete è troppo forte. L’inventore di “Quelli che il calcio…” è un grande tv-maker, con buona pace di Antonio Ricci che in una recente intervista a “Panorama” lo ha definito “mezza tacca”. Cosa mai avrà combinato il nostro per meritarsi questo?!
Il fattore Fazio

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