LA TV DA I NUMERI di Giorgio Bellocci Come da tradizione questo è il momento dell’anno in cui cresce il rammarico per la chiusura per ferie della maggior parte dei programmi di approfondimento giornalistico. Storicamente luglio è un mese ricco di avvenimenti: il dibattito politico è ancora caldissimo, gli eventi internazionali si accavallano con frequenza, e per quanto “nere” molte cronache investono la nostra italietta. Non si capisce perché non sia possibile ipotizzare dei turni, specie in Rai, coinvolgendo anche i big tipo Santoro, Vespa e Floris. Onore dunque a “Linea Notte” del TG3 che ogni giorno, per tutta l’estate, continuerà ad aprire spazi informativi su quanto succede nel mondo. Così come fa “Omnibus” al mattino su La7. Per Canale 5 confidiamo in un guizzo di “Matrix” con il suo appuntamento estivo fissato per il mercoledì. Ma occorre un cambio di marcia per il talk di Alessio Vinci perché le ultime puntate della stagione regolare, in linea con le scelte invernali e primaverili, sono state dedicate a Tiziano Ferro e ai reality… La china intrapresa da “Matrix” dopo l’addio di Mentana è preoccupante per banalità dei temi scelti (e penso che Vinci subisca la situazione, senza esserne il fautore). Se il vero “giallo” della ripresa autunnale riguarderà le intenzioni de La7 (sperando che le voci di ridimensionamento non siano veritiere, e soprattutto che non venga scaricato il bravo ma scomodo Maurizio Crozza), ci pensano due bravi e carismatici commissari a ravvivare le calde sere del week end televisivo. Ogni domenica alle 21.10 su Retequattro va in onda la serie “Il Commissario Maigret”, ispirato ai romanzi di Georges Simenon. La fiction è una coproduzione franco-belga e vanta l’eccellente interpretazione di Bruno Crémer, un Maigret perfetto quasi come il nostro Gino Cervi. E’ soprattutto merito suo se Retequattro la domenica raggiunge uno share superiore alla sua media in prime time (8,03%). Così come è molto positivo, rispetto agli obiettivi di rete, il 4% che nella prima serata del sabato sfiora “L’ispettore Barnaby” su La7. Un gradimento che non sorprende perché il telefilm inglese è girato con grande professionalità e non tradisce mai le attese degli amanti del mystery in stile Agatha Christie. L’attore John Nettles, di estrazione teatrale, interpreta un ispettore molto più “low profile” del mitico Hercule Poirot, e la campagna inglese odierna è un po’ meno stereotipata rispetto alle teiere e alle gocce di veleno care alla Christie. Ma il mistero degli omicidi strizza sempre l’occhio al cliché del “whodunit” (più sospetti), e l’ambientazione fa sempre venire a galla sentimenti e pulsioni come l’invidia, la gelosia, l’avidità, e la frustrazione di vivere in località fin troppo tranquille: l’immarcescibile lezione della regina del giallo!
Il mystery paga nel palinsesto estivo

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