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Il panico sconvolge il Cile (El Pais)

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L’edicola internazionale torna a occuparsi di catastrofi naturali. Le testate di tutto il mondo hanno dovuto render conto delle fortissime scosse di terremoto che hanno parzialmente distrutto il Cile. La terra ha tremato il 27 febbraio, con i sismografi fermi a 8,8 gradi della scala Richter: “Il panico sconvolge il Cile” scrive a nove colonne El Pais , facendo riferimento ai danni materiali ma anche ai saccheggi successivi al sisma, che hanno contribuito a alzare la tensione per le strade.   Di questo parla il Daily Mirror , che titola: “L’esercito chiamato a fermare i crimini dopo il terremoto”. I militari però hanno portato anche i primi soccorsi e “distribuiscono aiuti”, come riporta Le Parisien . Impossibile non paragonare la situazione cilena a quella haitiana: “Il Cile regge, Haiti crolla” recita The Boston Globe , a dimostrazione di quanto le condizioni economiche pre-sisma siano il vero discrimine tra i due paesi. Certo, per ricostruire la lingua di terra sudamericana serviranno “3 o 4 anni”, come dice Le Monde .   La conseguenza più clamorosa della catastrofe è però quella meno percettibile: “Il terremoto cileno ha accorciato le giornate terrestri”, scrive il Los Angeles Times . Ma, in fondo, solo di 1,26 milionesimi di secondo.

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