La tv da i numeri Di Giorgio Bellocci Ogni tanto è doveroso fare un po’ di pubblicità occulta, laddove vi siano i presupposti di merito! Ci provo con discrezione… C’è un bravo attoreconduttore originario di Fidenza che ogni giorno tiene su un quotidiano sportivo una rubrica satirica dedicata ai mondiali di calcio. Mercoledì 30 giugno ha scritto, tra l’altro, alludendo alla programmazione Rai: “dopo l’uscita dell’Italia sono scesi gli ascolti e le tv non sanno più cosa inventarsi per risparmiare: la Rai ha tagliato tutti i costi eccessivi, riducendo da 1.500 a 1.300 i tramezzini che si mangia Galeazzi durante ogni pausa pubblicitaria di ‘Notti mondiali’…”. Detto che gli sprechi Rai le gati al campionato del mondo sono stati riassunti con nomi e cognomi in un gustoso articolo di Aldo Grasso sul Corriere della sera, rammento per chi non lo sapesse che Giampiero Galeazzi è protagonista in tandem con Maurizio Costanzo del rotocalco notturno di Rai1 “Notti mondiali” I due, insieme a Paola Ferrari, interagiscono da una piazza romana con lo studio di Johannesburg presidiato da Jacopo Volpi e ospiti (insomma, non incidono poi così tanto sui costi). I pochi che apprezzano le gag della cosiddetta strana coppia sono arri vati a definire Costanzo e Galeazzi “situazionisti”, che per l’ambito televisivo può voler dire, in soldoni, tendenza all’improvvisazione e all’anarchia. Ma in generale pure loro sono stati massacrati, specie dai colleghi giornalisti che si occupano di piccolo schermo (Grasso, Dipollina, ecc.) e dai blogger che ogni giorno evidenziano il proprio disgusto per la copertura Rai dell’evento. Ep pure non si dovrebbe mettere tutto nello stesso pentolone: “Notti mondiali” è costruito con un certo garbo e un tocco leggero che è sconosciuto ad altri appuntamenti dedicati a Sudafrica 2010. Costanzo e Galeazzi contribuiscono in modo notevole al clima sereno del talk. L’altra sera, per esempio, sono stati bravissimi a lanciare e a cavalcare il fil rouge della serata, vale a dire il sesso contestualizzato al calcio (il “salotto” romano ospitava un noto sessuologo). I due conoscono bene i meccanismi televisivi, e con quello che si vede in giro c’è da tenerseli stretti. Temo invece che il disprezzo nasca da una contagiosa ossessione della stampa italiana verso presunti canoni estetici; brama che qui si rivela fallace se messa in relazione con il “totale” offerto dall’inquadratura base su Costanzo e Galeazzi: una figura che comincia a mostrare fisiologi ci segni di decadimento fisico a fianco di un’altra voluttuosamente votata al peccato di gola…
Il (poco apprezzato) situazionismo di Costanzo

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