Site icon Telepress

Il successo di Santoro

Abstract futuristic world & technology business background and space for text, vector illustration

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Adesso è fin troppo facile dire che Michele Santoro cattura ottimi ascolti (alti per Raidue) perché cavalca l’anti-politica, il grillismo, la mastelleide, la casta, ecc. Ed è pure sbagliato perché anche l’edizione di “Annozero” della passata stagione è andata molto bene: magari non si erano toccati i picchi delle prime puntate di quest’anno (14% di share, con quasi 3 milioni e mezzo di spettatori), ma il talk show aveva ottenuto risultati interessanti affrontando temi all’apparenza di scarso appeal per il prime time (l’incuria nelle grandi città, la delinquenza più o meno organizzata, la disoccupazione). In controtendenza con le prerogative di una televisione che alle 21 preferisce non stimolare troppo le cellule grigie degli utenti… In un articolo del “Corriere della Sera” dello scorso 7 ottobre Aldo Grasso ha scritto “sembrava bollito, Santoro, ma eccolo pronto a guidare la Tangentopoli del Sud…”. Aldo Grasso è un grande, un “faro”, insieme a Norma Rangeri de “Il Manifesto”, per chi prova a occuparsi di televisione; ma su Santoro mi permetto di dissentire. Vorrei sapere quando lo ha visto “bollito”, e quali sono i parametri che lo hanno spinto a esprimere questo giudizio. E’ un’antipatia, quella di Grasso, che nasce da lontano, fin da quando negli anni ‘90 l’anchorman furoreggiava con i suoi talk un po’ aggressivi e per certi versi populisti che però mostravano i politici  alle prese con temi scottanti in prima serata. Gli ascolti sono sempre stati ottimi tranne che nel periodo di Italia 1, passaggio che rappresentò un errore di Santoro (la tv privata, per di più di Berlusconi, non si addice al suo stile e al suo modo di far lavorare una redazione). Ma anche quello fu un atto di coraggio perché almeno venne sperimentata una prima serata d’approfondimento giornalistico in quel di Mediaset, azienda ancora più insensibile al tema rispetto alla Rai se possibile (pure oggi  l’ottimo “Matrix” di Mentana va in onda dopo la mezzanotte). Ma Grasso non sembrò cogliere questo aspetto, e quando dopo qualche anno arrivò il celebre editto bulgaro il critico del Corriere non spese particolari parole di sostegno per Santoro che nel frattempo era rientrato in Rai… anzi! Ognuno è libero di pensarla come vuole, naturalmente, e di tenersi le proprie certezze. Se come spettatore vedi Santoro è perché fai una scelta precisa; il suo stile deliberatamente fazioso è ormai noto, difficile avere sorprese da quel punto di vista. Se proprio non si vuole sottolineare l’importanza di “Annozero” in una tv avara di approfondimenti in prima serata ci si può limitare a dare un giudizio prettamente commerciale: per il suo target Santoro registra ottimi ascolti. Sarà bollito quando non li farà più

Exit mobile version