LA TV Dà I NUMERI di Giorgio Bellocci E’ perlomeno curioso che all’aumento del gusto per il populismo in televisione non sia corrisposta una netta affermazione dell’interazione tra spettatore e i programmi. Alludo alle telefonate, dal momento che il contatto via web sia esso in diretta o in differita è molto in voga. Alla radio invece la telefonata tira assai. Questo quanto accade tutte le sere dalle 19.30 sulle frequenze di Radio RaiUno e di Radio 24: pensionati che si prenotano fin dal pomeriggio seguendo le indicazioni degli spot, professionisti rigorosamente auricolati per parlare dalla macchina sulla via del ritorno a casa, ecc…. Tutti al telefono per dialogare con Aldo Forbice nel programma Rai “Zapping”e con Giuseppe Cruciani ne “La zanzara” della radio de Il Sole 24 Ore. I due format differiscono solo per pochi particolari: Forbice ogni sera punta su un buon numero di giornalisti/opinionisti per dare vita al talk, mentre Cruciani opta per il sostegno con più elasticità. I temi dei programmi? Quelli suggeriti dalla cronaca del giorno. Il tenore dei rapporti tra chi telefona e il conduttore? Beh, qualcuno deve tirare le orecchie ai due giornalisti, dando per scontato che la loro trasformazione in persone non proprio cordiali duri solo dalle 19.30 alle 21. Forbice è un giornalista con tanta esperienza ma un po’ rigido, che non nasconde la sua irritazione se qualcuno prova a contraddirlo. Cruciani è più giovane, punta sul ritmo della notizia che nel giro di poche ore muta a favore di una multimedialità sempre più esasperata. Annovera nemici giurati quali Marco Travaglio, Beppe Grillo e Tonino Di Pietro, i quali dai loro blog non lesinano attacchi non tanto contro la presunta simpatia di Cruciani per il centro-destra (difficile da provare per altro) quanto per l’idiosincrasia verso i toni alla Vaffa-day o in generale verso il furibondo giacobinismo del trio, cui sovente egli aggiunge Sabina Guzzanti. Il nostro contraccambia con frecciate in trasmissione e fino a qui nulla di sconvolgente. Io però mi sento male per chi chiama quando dopo l’intervento passano alcuni secondi di imbarazzante silenzio e Cruciani si irrigidisce senza accettare il contraddittorio (“… e allora? Cosa c’entra la politica del ministro Carfagna con la manifestazione di piazza Navona… guardi adesso la saluto che ho le news sul traffico, mancano cinque minuti alla fine e ho altri dieci ascoltatori in coda!”). Così la notte faccio fatica ad addormentarmi, domandandomi perché Cruciani e Forbice chiamino a raccolta valanghe di telefonate con gli spot. Ma provo anche a fantasticare su un format simile portato in televisione… Santoro, Mentana, Lerner, Floris e Piroso: come disse Battisti loro si che saprebbero cosa!
Il telefono latita in tv e piange alla radio

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