Auditel – I numeri della tv di Giorgio Bellocci E’ stato bello sfogliare il Corriere della Sera domenica 10 giugno, arrivare alla mitica “terza pagina” della cultura, e leggere l’interessante articolo di Ranieri Polese dedicato a “I Soprano”. Se lo avete perso recuperatelo! Un’analisi “alta” quella di Polese, ma comunque accessibile, su un vero e proprio fenomeno televisivo, uno dei telefilm più belli mai realizzati. L’autore si sofferma sul linguaggio televisivo ma è eccezionale la descrizione dei personaggi, il modo in cui egli riesce a cogliere le loro sottili psicologie, i tic, le debolezze, ecc. Un mondo a metà tra Shakespeare e Martin Scorsese che rappresenta in assoluto una delle vette più alte toccate in ambito televiso. Nell’articolo Polese ricorda che domenica il canale americano HBO ha trasmesso l’ultima puntata della serie (un evento “storico” dopo sei memorabili stagioni), e che Canale 5 detiene i diritti del telefilm: evviva l’ammiraglia Mediaset per questo, ma l’augurio è quello di non dover aspettare il 2008 per godere della visione degli episodi! Ma da Canale 5 trapelano purtroppo indiscrezioni in quel senso… Nel frattempo, a proposito di prodotti di valore, è ripartito su La7 “L’ispettore Barnaby”. Nel 2006 il telefilm si era affermato come una delle sorprese più belle dell’emittente, arrivando a sfiorare l’8% di share nel prime time del martedì. Oggi La7 lo ha posizionato nella prima serata del sabato, ma Barnaby ha retto abbastanza bene all’urto del test più difficile catalizzando l’attenzione di quasi 700.000 spettatori (4% di share). Un premio a una serie made in England che vanta un processo produttivo di primo livello: sceneggiatura avvincente in stile “giallo” (molto alla Agatha Christie per intenderci), recitazione sobria ma estremamente efficace, ambientazione suggestiva ma mai banale o “da cartolina”. Le storie si svolgono tutte nella verde e affascinante provincia dell’Inghilterra dei giorni nostri (nel Buckinghamshire per la precisione), fra tazze di tè, ville d’epoca e vecchi merletti. Con personaggi e ambientazioni deliziosamente “british”, ma anche inquietanti, dalle tonalità spesso lugubri, misteriose e cupe. Nel corso delle indagini interviene sempre la logica deduttiva del “bravo detective”, un mix tra la tipica rudezza del poliziotto e il raffinato humor britannico. Barnaby, interpretato dall’esperto John Nettles, deve vedersela con delitti che prendono corpo nel provincialismo fatto di ipocrisie e omissioni, finto perbenismo, nevrosi e gelosie. La serie è tratta dai libri di Caroline Graham ed è stata realizzata per la Itv inglese dalla Bentley Productions. In questo momento è partita la produzione della decima serie. Lunga vita a Barnaby!
In attesa de “I soprano” ecco Barnaby

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