Proliferano gli application store: i marchi più noti puntano sulla personalizzazione e l’integrazione dei prodotti, smartphone in testa. Il mercato degli smartphone guida la fila dei nuovi ritrovati tecnologici: graditi al pubblico, sono potenzialmente i salvatori dell’industria tecnologica secondo gli analisti di mercato, anche se le vendite dell’ultimo trimestre non hanno rispettato le più rosee aspettative. L’attenzione sviluppatasi negli ultimi mesi intorno al mercato dei cellulari intelligenti ha portato a nuovi sviluppi del settore: il fenomeno delle application, soft-ware che consentono di aggiungere al proprio dispositivo giochi e programmi che migliorano la gestione dei dati (immagini, file di scrittura, video), nelle scorse settimane ha subito una vera e propria esplosione, con la nascita e lo sviluppo dei negozi online dei marchi più importanti interamente dedicati alle ‘app’ I primi a sondare questo terreno sono stati i grandi rivali Apple e Microsoft, con l’App Store della Mela e il Windows Market Place della società di Gates. Il marchio di Cupertino ha creato un’apposita sezione nel celeberrimo Apple Store, consentendo alla sua particolare clientela di aggiornare i propri iPhone sfruttando il già noto canale del negozio ufficiale. Non molto diverso il discorso per Microsoft, che ha potuto contare sulla capillarità del proprio sistema d’informazione e su una vasta utenza abituata al nome di Windows. Solo negli ultimi giorni la concorrenza si è rimessa al passo. Nokia, la più importante compagnia mondiale per smartphone e telefoni cellulari generici, ha inaugurato Ovi, il negozio internet che permette agli utenti della casa finlandese di scaricare gli upgrade per la vendutissima serie N e non solo. Ancor più interessante è stata la nascita di Cydia, primo store virtuale non autorizzato e non ufficiale di prodotti per iPhone. La proliferazione delle application per smartphone è uno dei primi effetti, e certamente il più interessante, della sempre maggiore diffusione di questo tipo di telefoni cellulari, che negli Stati Uniti hanno rappresentato il 23% delle distribuzioni totali di questo mercato a fine 2008. Entro il 2013 si prevede la vendita di oltre 300 milioni di cellulari 2.0. Ecco così nascere, quasi dal nulla, una nuova tipologia di indotto, completamente riferito all’hardware dei nuovi telefoni. Le application mirano a rafforzare sempre più il brand di ogni casa produttrice, specificandone i settori d’avanguardia e a volte determinandone un’estetica ben riconoscibile, tramite la grafica delle icone e dei menù o tramite sfiziosi giochi d’intrattenimento. Il cliente viene invogliato all’aggiornamento del proprio apparecchio, con spese dall’entità variabile secondo le sue necessità e i suoi gusti, a volte anche senza metter mano al portafogli. E’ proprio l’alternarsi di utile e futile a rendere interessanti molti dei software proposti dagli app store: videogame di air guitar e possibilità di archivi al dettaglio convivono, così come connessioni sempre più rapide al web e imitatori vocali. In questa varietà d’offerta, il rischio più immediato è la resa del consumatore per conclamato stato di confusione: ma il mercato sembra trarre giovamento dalla concorrenza serrata tra marchi. L’App Store di Apple, dopo aver rimpolpato il proprio negozio con 5mila nuovi programmi (l’offerta totale è ora pari a 25.000), guida la speciale classifica: innovazione e fruibilità del servizio ne hanno decretato il successo. Le applicazioni si suddividono in software gratuiti e a pagamento (a partire da 99 cents) e la scelta è davvero ampia. Musica (radio digitali, un finger-piano suonabile sul touchscreen e altri strumenti da suonare tramite iPhone), sport (aggiornamenti e calendari dei propri tornei preferiti e videogiochi vari), viaggi (mappe dei mezzi pubblici e cartine interattive), social networking e persino una app medica per leggere analisi del sangue ed effettuare test oculistici. La piazza d’onore spetta a Microsoft, che ha visto Windows Mobile e i suoi aggiornamenti perdere la leadership dopo ben nove anni di dominio. Proprio sugli upgrade dello storico sistema operativo per supporti tascabili si basa la strategia di Microsoft, che punta molto sulla connettività e insieme alla versione 6.5 distribuisce anche il nuovo Explorer Mobile, capace di supportare Javascript e Flash, permettendo l’accesso alla maggior parte dei video presenti in rete. Nokia, dal canto suo, cerca di difendere la sua posizione di primo produttore mondiale di smartphone (nonostante la crisi abbia colpito duramente) proponendo alla vasta clientela uno spazio a lei dedicato, che punta sulla solidità del marchio e sulla riconosciuta efficienza del prodotto. La casa finlandese ha scelto, per ora, di mantenere separate le app più comuni e i giochi per telefoni cellulari (che si trovano sul servizio N-Gage). Su Ovi Store sono tra gli altri disponibili, al solito gratis, Nokia Maps (per automobilisti e viaggiatori), Lifeblog e un particolare servizio di chat/e-mail, applicazioni per file immagini e audio-video, oltre che gli aggiornamenti dei sistemi operativi degli ultimi anni. Particolare la posizione di Cydia, che commercia software per iPhone, a prezzi ancora da valutare, senza produrre alcun tipo di hardware. Un piccolo attentato all’unicità dei prodotti della Mela che potrebbe attirare le simpatie (e le utenze) degli internauti più anticonformisti. ‘Personalizzare’ è il nuovo mantra dell’industria informatica: il cliente viene invogliato a rendere unico il proprio prodotto, adattandolo a sé. I negozi online dedicati alle ‘app’ partecipano alla trama del processo di fidelizzazione dell’utente, oltre che alla crescita del fatturato: l’acquisto del telefono è solo il primo passo del rapporto tra azienda e acquirente, tra il marchio e sviluppo della sua immagine. Più ci si dimostra abili nell’accontentare l’acquirente, più il feedback sarà positivo e duraturo. Le pagine degli store fungono anche da grande spot aziendale, ecco perché stanno diventando così importanti. Il futuro si gioca su applicazioni utili e innocui divertimenti da tasca. • Stefano Pini Android, mina vagante nel mondo smartphone Android è il sistema operativo mobile creato da Google per smartphone e netbook, vera scheggia impazzita del mercato dei software per dispositivi portatili. Android è infatti open source, ovvero aggiornabile e modificabile direttamente dagli utenti in grado di farlo, una caratteristica che lo rende appetibile per i consumatori, visto il costo zero dei futuri aggiornamenti. Secondo un rapporto di Informa Telecoms and Media, gli smartphone caratterizzati dal sistema operativo di Google sono destinati a superare le prestazioni di iPhone entro il 2012. La leadership di Apple e Windows Mobile è dunque in discussione: in Francia, Orange e Sfr si contendono a suon di sconti la distribuzione di cellulari con software Android che, privo di licenza, permette di abbattere i costi di vendita. In Italia, il sistema operativo aperto debutterà con Vodafone. Nel frattempo, si vocifera di un accordo tra Google e Asus per l’ingresso di Android nel mercato dei netbook: la rivoluzione open source è alle porte? Per ora parla solo inglese l’App World di Rim Non è rimasta insensibile al richiamo del binomio applicazione-smarphone la canadese Rim, che si sta facendo strada nel mercato consumer dopo essersi imposta nel segmento business. La casa produttrice del Blackberry ha presentato ufficialmente il suo negozio virtuale: si chiama BlackBerry App World e impone l’apertura di un account PayPal. Le applicazioni potranno avere un prezzo che varia da tre dollari, soglia minima, a 999 dollari, limite massimo. Possibile per gli sviluppatori offrire applicazioni gratis. Gli sviluppatori pagheranno 200 dollari per avere diritto a caricare 10 applicazioni. Se le loro applicazioni saranno rifiutate riavranno i soldi. Lo store parlerà inizialmente solo inglese, conseguentemente alla decisione di farlo esordire esclusivamente in Usa, Canada e Regno Unito, e in una fase successiva sarà aggiornato con le versioni francese, spagnolo, tedesco e italiano. Secondo i dati Gartner, Rim è secondo solo a Nokia fra i produttori di telefoni cellulari intelligenti e detiene una quota di mercato pari al 16,6% (dato relativo all’ultimo trimestre del 2008 e in crescita del 96,7% rispetto a quanto registrato nel 2007). • Martina Pennisi
In un App tutta la telefonia

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