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Internet? Questione di browser

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I grossi nomi della rete si sfidano nel mercato dei programmi per la navigazione del web. Velocità ed efficienza, in attesa della concorrenza. Internet non sfugge agli scricchiolii della crisi, ma sembra essere un terreno ancora ricco di potenziale. I grossi nomi del web, come Apple, Microsoft e Google, provano a riconquistare i profitti perduti cercando fortuna nel difficile mercato dei browser per la navigazione della rete, tra aggiornamenti software e contese giudiziarie. Ainizio giugno, Apple ha presentato Safari 4 per Windows e Mac. Il programma, dotato del  nuovo motore JavaScript Nitro, integra il supporto alle tecnologie Html 5 e Css3 ed è interamente compatibile  con le tecnologie offline. L’interfaccia grafica raggruppa tutti i menù in due soli punti di accesso. Di primo acchito, gli internauti sembrano aver gradito il nuovo prodotto, scaricato gratuitamente per 11 milioni di volte (6 milioni i download per la versione Windows) nei primi tre giorni di commercializzazione. Apple spera così di scalare il mercato specifico, di cui detiene solo l’8% dell’utenza su scala mondiale (dati del mese di febbraio su ricerca NetApplication). Pochi giorni dopo il browser della Mela, è stata la volta di Firefox 3.0.11, aggiornamento del software open source di Mozilla che risolve alcuni problemi critici della versione precedente, che agevolava l’accesso di malware sul pc mediante l’uso di codice JavaScript. Il nuovo Firefox si concentra sul miglioramento della stabilità ed elimina i bug nel database interno. La popolarità di Mozilla è in crescendo, come dimostra la sua quota di mercato ormai assestatasi sul 22% a livello globale. A riprova di ciò, i 150 milioni di download nelle prime ventiquattro ore, che fanno ufficialmente di Firefox 3.0.11 il contendente numero uno di Microsoft e del suo Explorer. La casa di Redmond può contare sul 67,4% delle utenze mondiali (ma ha perso il primato in Europa a favore di Firefox). Internet Explorer, browser da sempre inserito nel pacchetto Windows, ha infatti una diffusione capillare. Il binomio browser-sistema operativo è però costato a Microsoft un’indagine dell’Unione europea per concorrenza sleale e turbativa del mercato. Bruxelles vuole che la compagnia americana venda il suo software a parte, e che offra ai clienti di Windows un’ampia scelta di programmi per la navigazione. In attesa degli sviluppi legali, Microsoft ha reso disponibile una release candidate del nuovo Explorer 8: se si eccettua Web Slice (che consente di monitorare le informazioni più importanti durante i vari spostamenti in rete) non vi sono grandi modifiche nell’interfaccia, nelle prestazioni e nelle funzioni base. L’outsider di settore potrebbe essere Google Chrome, aggiornato nel mese di marzo dopo il lancio in pompa magna nel settembre 2008 e il successivo flop. Il ‘Gbrowser’ è il più veloce della categoria, semplice nell’utilizzo e minimale nella grafica: nonostante questo gestisce solo l’1,2% del traffico web mondiale. Scalfire la posizione dominante di Microsoft non è semplice, insomma. Oltre alla qualità servono ingegno, un ottimo ufficio marketing e, a quanto pare, un buon supporto legale. • Stefano Pini

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