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Italia e Germania hanno gli alcolici al minor prezzo in UE

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I prezzi più alti in Finlandia, Danimarca e Belgio. Il motivo? Differenti politiche fiscali e di tassazione sull’alcol nei vari Paesi

Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis), Italia e Germania risultano i Paesi europei in cui acquistare vino, birra e liquori costa meno rispetto alla media dell’Unione Europea, con l’Italia in testa alla classifica per convenienza. Nel mese di ottobre 2025 il livello dei prezzi delle bevande alcoliche nel nostro Paese è stato in media del 19% inferiore alla media Ue, mentre in Germania i prezzi sono risultati circa il 14% sotto lo stesso riferimento comunitario. Queste differenze si riflettono sia sui consumi quotidiani, sia sulla spesa delle famiglie e dei turisti che acquistano alcolici in diversi Stati membri.

I confronti di prezzo si basano sull’indice del livello dei prezzi, che prende come riferimento un valore pari a 100 per la media dell’Ue: un livello inferiore indica che, per un paniere di bevande alcoliche che in media nell’Unione costerebbe 100 euro, il prezzo in quel Paese è proporzionalmente più basso. In Germania, per esempio, lo stesso paniere è stimato a circa 87 euro, mentre in Italia si attesta intorno agli 84 euro, confermando la posizione di entrambe le economie tra quelle con i costi più contenuti per alcolici in Europa.

All’estremo opposto dello spettro dei prezzi si collocano Paesi come la Finlandia, dove l’alcol risulta più costoso dell’110 % rispetto alla media Ue, una soglia che lo rende più di due volte e mezzo più caro rispetto a quanto si paga in media nel resto dell’Unione. Anche in Danimarca e in Belgio i prezzi risultano sensibilmente sopra la media, rispettivamente di circa il 23 % e del 13 %.

Queste dinamiche riflettono in larga parte le differenti politiche fiscali e di tassazione sull’alcol adottate nei vari Paesi. In Finlandia, come in altri Stati nordici, le accise elevate e le imposte specifiche sui prodotti alcolici sono uno strumento consolidato per disincentivare il consumo e per coprire costi sanitari e sociali legati all’uso di alcol. Al contrario, in Italia e in Germania le aliquote fiscali su vino, birra e superalcolici sono relativamente più moderate, contribuendo a mantenere più bassi i prezzi al dettaglio.

Il quadro europeo evidenzia, inoltre, come la variabilità dei prezzi dell’alcol sia significativa all’interno dell’Ue: altri Paesi con prezzi sotto la media includono l’Austria e la Repubblica Ceca, mentre Francia e Paesi Bassi si collocano più o meno in linea con il valore medio continentale. Va anche ricordato che questo tipo di confronto non considera il reddito medio o il potere d’acquisto dei consumatori nei diversi Paesi, il cui effetto può essere determinante per l’effettiva accessibilità economica delle bevande alcoliche.

Parallelamente, i dati mostrano che i prezzi delle bevande analcoliche seguono tendenze diverse: in Germania, ad esempio, risultano circa il 2% sotto la media Ue, mentre in Paesi come la Lettonia sono superiori del 46%, in parte a causa di tasse specifiche sullo zucchero imposte a livello nazionale. Anche in questo segmento, dunque, la struttura fiscale gioca un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi finali per i consumatori.

Nel complesso, lo scenario disegnato dalle statistiche di prezzo evidenzia come la scelta del Paese abbia un impatto concreto sui costi delle bevande alcoliche per residenti e visitatori, con una marcata differenziazione tra i Paesi mediterranei più economici e quelli del Nord Europa in cui le politiche fiscali tendono a mantenere i prezzi più elevati.

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