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La pistola fumante sul tavolo di “Otto e mezzo”

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Auditel – I numeri della tv di Giorgio Bellocci “Il presidente è per il diritto di portare le armi, ma per il rispetto della legge”… la laconica e pilatesca dichiarazione del portavoce di George Bush in relazione alla strage nell’università di Blacksburg ha aleggiato nel corso della bella puntata di “Otto e mezzo” di martedì 17 marzo (circa 560.000 spettatori per il talk de La7). Guardandola non ho però potuto fare a meno di pensare che ci sono persone molto intelligenti che quando dibattono di Stati Uniti perdono la testa e non conoscono il termine obiettività. Non parlo degli impresentabili pasdaran del centro-destra, dai vari Schifani e Giovanardi alle Erinni come la Gardini e la Bertolini (l’elenco è lungo): per costoro “l’amico del mio amico è anche mio amico”. Dunque essendo Silvio Berlusconi particolarmente legato a George Bush… Postilla di poco conto: è per altro risaputo che il termine Stati Uniti evoca a Berlusconi l’immagine di Sue Ellen e J.R. Ewing, piuttosto che quella di Walt Whitman o Martin Scorsese! No, alludo a filo-americani di un certo livello culturale, come Giuliano Ferrara per l’appunto. Ferrara e Ritanna Armeni hanno gestito con il consueto cipiglio e carisma la puntata dedicata alla strage nel campus, provando a dare un quadro obiettivo di quanto è accaduto: un moderato filo-americano come Maurizio Molinari, inviato negli States per La Stampa, ha smorzato i toni sulle polemiche sollevate dai media americani più liberal per quanto concerne la disinvoltura con cui laggiù vengono vendute le armi (il nocciolo della questione dibattuta); d’altro canto Marco D’Eramo, giornalista de Il Manifesto, ha per me giustamente sottolineato che da un punto di vista strettamente sociologico non c’è una grande differenza tra un attentato di Al Qaeda e una strage del genere. Non l’avesse mai detto: Ferrara, aggrovigliandosi intorno al Secondo emendamento della Costituzione Americana (assai tollerante in termini di possesso d’armi), lo ha fulminato con sguardi e parole. Non si può fare a meno di pensare che Ferrara interpreti una critica agli Stati Uniti come una offesa personale. Il buon senso suggerisce invece che il tema riguarda una  grande nazione che tanto ha dato nel campo della cultura e dei diritti civili, ma che sovente mostra lacerazioni, contraddizioni e atteggiamenti esageratamente aggressivi. La società Auditel non distribuisce più i dati di ascolto nel dettaglio, e le agenzie di stampa non soddisfano l’esigenza di fornire un quadro preciso dell’andamento di tutti i programmi della singola fascia oraria. Per questo motivo siamo impossibilitati a pubblicare la nostra tradizionale tabella. 

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