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La Ue chiede all’Italia lumi sulle frequenze

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I servizi della Concorrenza della Commissione europea  hanno inviato venti quesiti al governo italiano in cui chiedono di chiarire quale sia l’attuale distribuzione delle frequenze nel settore delle emittenti Tv in Italia. E’ un ulteriore passo nel contenzioso sulla legge Gasparri. La Ue chiede inoltre quale sarà la situazione dopo il passaggio al digitale terrestre e se sia sufficiente l’obbligo, per Rai e Mediaset, di lasciare libero il 40% della capacità trasmissiva ad altri operatori, per evitare che il duopolio Rai-Mediaset finora esistente nell’analogico si riproduca anche nel digitale terrestre. La Commissione affronta anche la questione Rete 4 . Chiede come e quando l’Italia porrà fine alla situazione anomala di una rete Tv (Rete4) che, sebbene priva della concessione, è stata autorizzata a continuare a a trasmettere. L’Antitrust vuole “informazioni sulle emittenti nazionali ‘legittimamente operanti ai sensi della normativa vigente’, e che non si sono classificate in posizione utile nella graduatoria, sancita con il d.m. 28 luglio 1999, da consentire l’attribuzione di una concessione per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale. Oltre a identificare tali emittenti, si prega di fornire chiarimenti sul titolo normativo che consente loro di continuare le trasmissioni di radiodiffusione televisiva analogica”. Per la Ue, “qualora si dovesse ritenere che sia ancora in vigore l’autorizzazione a proseguire le trasmissioni in tecnica analogica per gli operatori che non sono titolari di una concessione analogica (ossia Rete4, ndr), si prega di indicare quali eventuali misure le autorità italiane intendono adottare per porre fine a tale autorizzazione “.

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