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L’arte esce dal museo: in Italia le opere si prendono in prestito come libri

Artoteca

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Cittadini, biblioteche e opere originali. Le artoteche italiane crescono lentamente e cambiano l’accesso all’arte

In Italia sta prendendo forma un modello culturale poco visibile ma strutturale. Le artoteche consentono ai cittadini di prendere in prestito opere d’arte originali attraverso le biblioteche pubbliche. Il principio è semplice. L’arte circola. Non resta confinata in musei, depositi o collezioni private.

Il modello nasce nel Nord Europa nel secondo dopoguerra. Germania, Paesi Bassi e Francia avviano sistemi di prestito pubblico di opere contemporanee come servizio culturale essenziale. L’obiettivo è ampliare l’accesso e sostenere la produzione artistica fuori dalle logiche di mercato.

In Italia l’adozione è tardiva e frammentata. Le prime esperienze strutturate emergono in Emilia-Romagna e in Alto Adige. Il caso più citato è Cavriago, in provincia di Reggio Emilia. Qui l’artoteca è attiva da anni all’interno della biblioteca comunale. Il catalogo comprende circa 150 opere tra grafica, fotografia, illustrazione e multipli d’artista. Il prestito dura fino a tre mesi. Ogni utente può richiedere due opere per volta.

Non si tratta solo di opere locali, nel tempo sono finite in prestito opere di Calder e Chagall, grafiche di Capogrossi e illustrazioni di Luzzati insieme a creazioni di giovani artisti del territorio.

In Alto Adige il sistema è più esteso. L’Artoteca provinciale opera in rete con le biblioteche del territorio. Le opere sono catalogate online e circolano tra i comuni. Il servizio è gratuito. Le opere rientrano periodicamente per controlli conservativi e assicurativi. Il modello segue standard museali minimi ma applicati a un servizio pubblico di prossimità.

Negli ultimi due anni nuove esperienze locali si sono aggiunte. In Lombardia, a Spino d’Adda, è stata inaugurata nel 2024 una delle poche artoteche italiane attive, la quinta secondo le ricognizioni di settore. Il progetto è centrato sui libri d’artista e sulle edizioni d’arte. A Gorlago, in provincia di Bergamo, una biblioteca civica presta opere incorniciate di artisti contemporanei italiani con prestiti di sessanta giorni. A Pistoia la biblioteca San Giorgio ospita un fondo analogo legato alla scena artistica locale.

In un Paese noto per la concentrazione del patrimonio, l’Italia sperimenta forme di distribuzione diffusa dell’arte contemporanea. L’arte come bene pubblico circolante. Non come oggetto statico da osservare a distanza.

 

Immagine: Artoteca Alto Adige – Artothek Suedtirol

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