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Le lacrime del Chelsea nella bella diretta Rai

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La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Che serata quella di mercoledì 21 maggio! Prima dell’esplosione dell’ultimo atto del caso Cogne (…ultimo ?) abbiamo assistito a un sogno legato al calcio, vale a dire la finale tutta inglese di Champions League. Penso che in generale ci sia la tendenza a fare un po’ di demagogia sul calcio in Italia, non solo da chi disprezza il fenomeno ma anche da coloro che si dichiarano appassionati: gli stipendi troppo alti dei calciatori e di addetti ai lavori, la violenza da stadio, gli affari poco chiari, la mancanza della cultura dello sport, ecc. Aspetti difficilmente contestabili, rapportabili però a altri settori. E oltretutto stiamo parlando di un grande volano economico per l’Italia, pari alla moda e al turismo. Anche se non è più il tempo delle partite in bianco e nero dei begli anni che furono, il calcio andrebbe sempre tutelato come realtà imprenditoriale nostrana. In Italia la cartina tornasole delle vicende pallonare è ormai diventata la televisione, tendente al brutto su questo tema… Ma anche in questo caso non bisogna generalizzare: Sky ha fatto degli sforzi enormi per combattere il calcio in stile “gossip e esasperazione”, tentativo portato avanti secondo me molto bene pure da Massimo De Luca, direttore di Rai Sport e ottimo conduttore della “Domenica sportiva” (a proposito: dateci Teo Teocoli come ospite fisso a vita!). Come contraltare ci sarebbero altri programmi da citare, specie in zona Mediaset, ma oggi è il giorno in cui va celebrata la finale tra Manchester United e Chelsea. Ho parlato di “sogno” in apertura pensando non solo al fascino tutto particolare del calcio britannico, che per altro nella finale è stato al top dal punto di vista tecnico oltre che dell’agonismo, ma anche al bel servizio reso dalla diretta di Raiuno. Per inciso sono stati toccati picchi di 9 milioni di utenti nella fase dei rigori (48% di share). Se Sky ha messo in campo Massimo Marianella, probabilmente il più grande esperto italiano di calcio inglese, la Rai ha risposto con il garbo e la competenza di Gianni Cerqueti.  Perfino Beppe Dossena, in genere spalla troppo logorroica e “maestrina”, ha saputo calibrare gli interventi. Da ex giocatore di livello Dossena ha soprattutto trovato le parole giuste per descrivere lo stato d’animo finale di vincitori e vinti. In particolare quello di John Terry, capitano fuoriclasse del Chelsea, che sbagliando il rigore con un tiraccio  on è riuscito a far vincere la sua squadra (piedi da difensore per il grande John). Lacrime inconsolabili le sue, immortalate dalla regia senza morbosità bensì con spirito consolatorio… Come canta De Gregori: “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…”.  

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