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Le piogge in Italia: sempre meno ma sempre più intense

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Un’analisi accademica su oltre duecento anni di osservazioni meteorologiche restituisce un quadro chiaro sull’evoluzione delle piogge in Italia: la quantità totale di acqua che cade ogni anno tende a diminuire, mentre aumentano gli episodi di precipitazioni concentrate e di forte intensità. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista scientifica Atmospheric Research, basato su una ricostruzione storica che unisce archivi documentali e dati strumentali moderni.

La ricerca ha preso in esame l’andamento delle piogge in sei grandi aree climatiche della penisola. Le variazioni più marcate riguardano la Pianura Padana e il settore dell’Alto Adriatico, dove si osservano fasi storiche di forte riduzione delle precipitazioni complessive, alternate a periodi caratterizzati da picchi di pioggia particolarmente intensi. Anche lungo il versante ligure e tirrenico, comprese Toscana e Lazio, i dati indicano un progressivo aumento dell’intensità degli eventi, a fronte di un lieve ma costante calo delle quantità totali.

Secondo gli autori dello studio, questo cambiamento è legato alle trasformazioni in atto nella circolazione atmosferica su scala europea e mediterranea. Il rafforzamento di alcune configurazioni anticicloniche riduce la frequenza delle perturbazioni atlantiche dirette verso l’Italia, mentre sistemi ciclonici tradizionalmente responsabili di molte piogge risultano meno attivi. A questo si affianca il riscaldamento del Mar Mediterraneo, che fornisce maggiore energia e umidità all’atmosfera, favorendo episodi piovosi più concentrati e violenti, senza però compensare la diminuzione delle precipitazioni medie.

L’analisi dettagliata mostra differenze regionali. Sulle Alpi le quantità complessive restano relativamente stabili, ma crescono gli eventi intensi. Nell’Appennino centro-meridionale si registra una diminuzione più netta delle piogge a partire dal Novecento, accompagnata da un andamento irregolare dell’intensità. Nel Sud e in Sicilia, dopo una fase iniziale di aumento, le precipitazioni totali tendono a ridursi dagli anni Ottanta, mentre gli episodi più forti diventano più frequenti negli ultimi decenni.

Gli studiosi sottolineano che questa combinazione di minori apporti d’acqua e precipitazioni più concentrate può avere effetti rilevanti sulla gestione delle risorse idriche e sul rischio idrogeologico: la diminuzione delle piogge regolari incide sulla ricarica delle falde e sulla disponibilità d’acqua, mentre l’aumento degli eventi intensi accresce la probabilità di alluvioni improvvise e frane.

Comprendere l’evoluzione di queste dinamiche, concludono i ricercatori, è un passaggio necessario per pianificare strategie di adattamento in un contesto climatico destinato a diventare sempre più instabile.

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