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Le priorità della tv italiana e un Ghini convincente

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La Tv Dà i Numeri di Giorgio Bellocci Se anche uno come Gad Lerner non riesce a uscire dal coro, ma dedica la puntata de “L’infedele” al caso Berlusconi-Lario, vuol dire che si sono ridotte al lumicino le speranze di vedere in televisione un cenno d’attenzione sui gravissimi fatti che riguardano l’Iran e i diritti civili calpestati. Perché la televisione italiana ne dovrebbe parlare? Se non è sufficiente affermare che viviamo in un paese cattolico dove l’indignazione dovrebbe regnare sovrana verso la pena di morte, possiamo aggiungere che l’Italia intraprende importanti relazioni commerciali con l’Iran… Lo scorso primo maggio verrà tristemente ricordato da coloro che anche in Italia si battono contro la pena di morte (organizzazioni laiche e cattoliche cui spetta un enorme plauso) per l’omicidio perpetrato ai danni della giovane iraniana Delara Darabi, impiccata in una prigione dell’Iran settentrionale. Giova ricordare che Darabi era stata condannata a morte per l’omicidio di un parente avvenuto quando aveva 17 anni. Si era inizialmente addossata la responsabilità, con l’intento di salvare dall’impiccagione il suo fidanzato maggiorenne, per poi ritrattare la confessione. Sono seguite le disapprovazioni e le campagne mondiali lanciate da realtà come Amnesty International, ma anche lo svolgimento di un processo a dire poco iniquo e il non rispetto da parte dell’Iran della convenzione che nega la messa a morte di un minorenne. Fino a venerdì primo maggio… Non è forse un caso che il disinteresse mostrato dal giornalismo televisivo verso il fatto sia andato di pari passo con quello dei politici nostrani. In barba alla demagogia, si può dire che il governo di centro-destra, sempre pronto a riempirsi la bocca con i suoi inni alla Vita, non è stato capace di esprimere una posizione forte verso Teheran, rimanendo a elucubrare sulla difesa del Capo alle prese con tribolazioni coniugali. Dall’altra parte se il PD si è fatto notare per l’assordante silenzio, la sinistra radicale ha perso un’occasione per evidenziare ai centri sociali invasati di kefiah e di antisemitismo lo “stile” fascio-stalinista del dittatore iraniano Mahmud Ahmadinejad… In tema di televisione consoliamoci con il successo ottenuto da Raiuno con “Enrico Mattei-L’uomo che guardava al futuro” Sceneggiata e diretta con equilibrio e efficacia (la regia è di Giorgio Capitani), la fiction dedicata al fondatore dell’Eni ha potuto contare sull’ottima interpretazione di Massimo Ghini, nel ruolo di Mattei, bene affiancato da una Vittoria Belvedere molto misurata e qui al top della sua crescita professionale.

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