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L’identikit italiano della Luna-Patata di Giove

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Tra le quasi cento lune conosciute di Giove ce n’è una che, fino a oggi, era poco più di un’incognita. Si chiama Callicore, misura appena pochi chilometri e la sua forma irregolare ricorda un tubero. Questo piccolo satellite, praticamente invisibile perfino ai telescopi più potenti, è diventato protagonista di uno studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy. Per la prima volta gli astronomi sono riusciti a ricostruirne con precisione forma, dimensioni e posizione grazie alle osservazioni effettuate dall’osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy, in Valle d’Aosta. Un risultato che potrebbe persino influenzare il percorso della missione europea JUICE (Jupiter Icy Moons Explorer), destinata a esplorare il sistema di Giove.

Per ottenere il primo vero identikit di Callicore gli astronomi non hanno sfruttato immagini spettacolari trasmesse da sonde spaziali, bensì una tecnica molto più sofisticata: hanno atteso il momento esatto in cui il satellite è passato davanti a una stella lontanissima, oscurandone la luce per una frazione di secondo e hanno immortalato quel brevissimo calo di luminosità. Questo fenomeno, chiamato occultazione stellare, permette di ottenere  una quantità sorprendente di informazioni: dalla forma dell’oggetto alle sue dimensioni, fino alla posizione orbitale con un livello di precisione non raggiungibile con le normali osservazioni telescopiche.

L’evento è durato meno di due decimi di secondo e, per non lasciarselo sfuggire, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 2025 tre telescopi dell’osservatorio valdostano hanno lavorato in perfetta sincronia, guidati da un algoritmo sviluppato appositamente per seguire il rapidissimo passaggio del satellite. La difficoltà dell’impresa è ben rappresentata dal paragone usato da Jean-Marc Christille, direttore della Fondazione Clément Fillietroz: è stato come distinguere da Aosta una moneta da un euro che rotola sulla punta meridionale della Groenlandia mentre passa davanti a una lampadina, il tutto in un tempo inferiore a un battito di ciglia.

Perché ha la forma di una patata?

La forma irregolare di Callicore è infatti una conseguenza diretta delle sue dimensioni ridotte. Corpi celesti così piccoli non possiedono una gravità sufficiente a comprimersi fino a diventare sferici, come accade invece a pianeti e satelliti maggiori: essi conservano quindi profili allungati, frastagliati e spesso modellati dagli urti subiti in miliardi di anni di evoluzione del sistema solare.

Callicore appartiene inoltre alla famiglia delle lune irregolari di Giove: piccoli satelliti che, secondo gli astronomi, non si sono formati insieme al pianeta, ma sarebbero stati catturati dalla sua enorme forza gravitazionale nelle prime fasi della storia del Sistema solare. A differenza delle più celebri Europa, Ganimede e Callisto, percorrono orbite molto più lontane, inclinate e spesso retrograde, cioè nel verso opposto rispetto alla rotazione del pianeta. Tutto ciò le rende particolarmente difficili da osservare.

Un aiuto prezioso per JUICE

Il risultato dello studio potrebbe avere conseguenze concrete anche per l’esplorazione spaziale. La missione europea JUICE, lanciata nel 2023 dall’Agenzia Spaziale Europea e attesa nell’ambiente di Giove nel 2031, è stata progettata principalmente per studiare le grandi lune ghiacciate del pianeta. Le nuove misure ottenute su Callicore potrebbero consentire di pianificare anche un sorvolo ravvicinato di questo piccolo satellite.

Le osservazioni effettuate in Valle d’Aosta hanno infatti ridotto in maniera significativa l’incertezza sulla sua orbita, permettendo di prevederne la posizione futura con un margine di errore molto inferiore rispetto al passato. Secondo Pasquale Palumbo, responsabile scientifico della camera JANUS installata a bordo di JUICE, la stessa tecnica dell’occultazione stellare potrà essere ripetuta poco prima dell’arrivo della sonda, affinando ulteriormente i calcoli fino a poche decine di chilometri. Una precisione fondamentale quando si tratta di programmare un incontro con un corpo celeste così piccolo e distante.

Quando un’ombra racconta più di una fotografia

La storia di Callicore dimostra che, in astronomia, non sempre servono immagini spettacolari per fare passi avanti. A volte basta osservare un’ombra lunga appena una frazione di secondo. Da quel minuscolo intervallo di buio gli astronomi sono riusciti a ricostruire il primo identikit affidabile di uno dei satelliti più sfuggenti di Giove.
Il valore della ricerca va ben oltre la curiosità di aver dato un volto alla “luna-patata“. Ogni dato raccolto permetterà di pianificare con maggiore precisione le osservazioni di domani. Quando JUICE entrerà nel sistema gioviano, nel 2031, gli scienziati sapranno con molta più accuratezza dove cercare Callicore e potranno valutare se dedicarle un incontro ravvicinato. Non male per un corpo celeste che, fino a poco tempo fa, era poco più di un minuscolo punto in movimento nel cielo.

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