Di Giorgio Bellocci Nel 1976 ha lasciato un segno indelebile nel percorso di due generazioni, quella degli allora studenti e dei loro genitori, preferibilmente ex sessantottini… Si ricordano pochi fulminanti esordi nel mondo letterario come quello di Lidia Ravera, che attraverso “Porci con le ali”, scritto insieme a Marco Lombardo Radice, elaborò una spietata diagnosi di una società sempre più piegata verso l’ipocrisia, l’egoismo e pronta a farsi annientare dall’escalation dei cosiddetti anni di piombo. Dopo tale “magnifico shock” Lidia Ravera non è scomparsa e non si è fatta fagocitare dal proprio ego come qualche altra tenace e carismatica intellettuale in voga in quegli anni (vedi Oriana Fallaci). Ha proseguito in un percorso intellettuale di spessore, ponendosi come un’osservatrice discreta nella sue apparizioni ma attenta alla realtà che la circonda. Ricordate per esempio “Il freddo dentro” scritto nel 2003? Era ispirato alla tragedia familiare consumatasi pochi anni prima a Novi Ligure… Ecco, quando un tale “gigante” fa capolino nella tv italiana bisogna fermarsi, ascoltare e mettere un segno sul calendario! E’ successo la scorsa settimana a “Tetris”, il bel talk condotto al mercoledì da Luca Telese su La7. Partendo dal caso-Bertolaso il programma ha trattato anche un tema come la meritocrazia, con ampi passaggi su quella che Vittorio Sgarbi, tra gli ospiti a sua volta, ha definito “mignottocrazia”. Con la consueta capacità di esprimersi in modo chiaro, la Ravera ha focalizzato il proprio intervento sul costo elevato del fenomeno-corruzione, specie in termini di perdita di valori. Alla fine ha pure duellato con Vittorio Sgarbi sul versante del sesso a pagamento (nel contesto in discussione). Pochi giorni prima Sgarbi aveva avuto il medesimo scontro con Alba Parietti nel corso de “L’ultima parola”. Non è ingeneroso o poco urbano da parte mia notare la differenza di tenuta tra le due interlocutrici: la scrittrice ha retto bene agli sfoghi di Sgarbi, mentre la Parietti… Ma Alba è una signora professionista in altri campi, diversi da quelli della Ravera, e dunque ogni confronto sarebbe fuori luogo. “Tetris” è uno dei talk più brillanti concepiti negli ultimi anni, con un notevole ritmo narrativo e soluzioni molto gradevoli (la giuria di giornalisti che vigila sugli ospiti, le vicende più “cool” raccontate per fumetti). Telese compensa la difficoltà a frenare la propria emotività (e quel saltuario “gigioneggiare” con la complicità dei colleghi) con una grande curiosità intellettuale e con la guida di un lavoro di redazione veramente rimarchevole. Quello che porta Lidia Ravera ad affacciarsi nella nostra televisione.
Lidia Ravera: il dono di “Tetris” e Telese

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