Per la prima volta dal Medioevo, in Italia le foreste occupano più spazio dei campi coltivati. La superficie boschiva ha superato i 100.000 chilometri quadrati, quasi 11 milioni di ettari, pari al 36% del territorio nazionale. Il sorpasso sulla Superficie Agricola Utilizzata è avvenuto nel 2020 ed è ora certificato dal rapporto “Foreste in Comune”, la prima indagine socio-economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani. Lo studio è promosso da PEFC Italia con UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire, su dati della Carta Forestale d’Italia e del Sistema Informativo Nazionale delle Foreste gestito dal CREA.
Il dato ha una portata storica. Nel 1970 i boschi italiani coprivano circa 6 milioni di ettari. In cinquant’anni l’estensione è quasi raddoppiata. Non è il risultato di un piano statale di piantumazione. È un processo in larga parte spontaneo, legato all’abbandono di terreni agricoli, pascoli marginali e colture non più redditizie nelle aree interne. Marco Bussone, presidente di PEFC Italia e UNCEM, sintetizza: l’Italia è diventata una nazione forestale “quasi a nostra insaputa“.
La distribuzione resta diseguale. Oltre il 75% delle foreste si concentra nei comuni montani, dove vive appena il 13,5% della popolazione. All’opposto, circa metà dei quasi 7.900 comuni italiani ha un indice di boscosità inferiore al 20%: questi territori ospitano due terzi degli abitanti e meno del 10% dei boschi. Il primato assoluto spetta a Marcetelli, nel Lazio, coperto di foreste per il 98,4% della superficie. Gubbio, in Umbria, guida per estensione con 26.804 ettari.
Il rapporto segnala anche il nodo della gestione. Il Testo Unico Forestale del 2018 ha definito il quadro normativo, ma l’attuazione resta incompleta. Senza pianificazione, l’espansione spontanea espone il territorio a incendi e dissesto idrogeologico. “Il bosco non è solo una componente ambientale, ma una infrastruttura strategica“, afferma Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia. I dati mostrano opportunità concrete: nei comuni più boscosi crescono filiera del legno, turismo lento e nuovi residenti. Il solo patrimonio forestale di Marcetelli genera servizi ecosistemici stimati in 8 milioni di euro l’anno.

